NOTIZIA: COME,PERCHE’
PENSIERO DI NATALE
Il pensiero del natale come segno di speranza, di giustizia e di amore tra i popoli
Il mese già iniziato ricorda la grande notizia della nascita di Nostro Signore.
Ogni anno, anche attraverso questa rubrica, il pensiero va al natale visto come segno di speranza, di giustizia e di amore tra i popoli.
LE DISGRAZIE di ogni tipo che puntualmente si ripetono creano, tuttavia, una sensazione di sgomento.
Gli omicidi, le violenze sulle donne e sui bambini, le torture, la barbarie delle guerre, sembrano essere dei fatti irreversibili.
Storie della malvagità umana di una crudeltà non riscontrabile neppure nel mondo animale che è guidato dall’istinto della sopravvivenza e della conservazione della specie .
Eppure, nonostante queste brutture, si aspetta l’arrivo di questo evento eccezionale che si ripete da più di duemila anni.
Ci sono stati, nella vita di ognuno di noi, dei momenti difficili.
La morte dei nostri cari, a volte quella di un figlio, i dolori per le separazioni famigliari, le paure di una crisi economica e, purtroppo, chissà quali altri fatti negativi ci potranno accadere come quelli legati alla perdita della salute.
Nonostante tutto, la magia del natale, sembra sanare tutto.
Almeno per un giorno!
Si organizzano pranzi benefici, raccolta di denaro , di indumenti e di cibo per i più poveri.
Si cerca di dare un letto, un rifugio per chi non ha casa, si organizzano lotterie, si invita a donare e a cercare di essere migliori.
Come nei ricordi e nelle tradizioni della gente di una volta, quando essere solidali era un comportamento usuale.
Quelle persone, cioè, educate dalle mamme e dai papà che potevano permettersi solo poche cose in occasione delle feste.
Potevano essere una paio di scarpe nuove, qualche dolciume , il pranzo della festa ,una bambola di pezza o un’automobilina di latta.
Nelle campagne era così e nelle città c’era più armonia e si cercava tutti di stare insieme, frequentando anche la messa nella ricorrenza del natale, magari a mezzanotte, nonostante il tempo e il freddo.
Anche oggi, ogni paese, ogni centro urbano, ogni nazione, trascorre questo periodo con la sua ritualità e le sue tradizioni, vivendo questa festa in grado di trasformare persone e cose nei fatti e nelle intenzioni.
Almeno una volta, almeno per un giorno.
Tutti a tavola insieme alla propria famiglia, con accanto un piccolo simbolo natalizio: un alberello, magari un presepe, che riesce a trasmettere il mistero di una nascita anche nei cuori più duri.
Già, un presepe!
Il ricordo ed insieme la speranza destinata a durare attraverso tutti quei buoni propositi che ci fanno pensare che, dopo quel giorno, quel natale, rimangono i problemi di prima, ma possono essere affrontati in un modo diverso.
Ci saranno ancora, è vero, tutte quelle brutture, quelle disgrazie, quelle miserie, quelle povertà materiali e spirituali.
Insieme a questi fatti negativi, tuttavia, continuerà ad esserci la speranza, la volontà di vivere meglio,la capacità di voler cambiare un po’, a dispetto di chi ci dice il contrario e di chi ci vuol far credere che ,tanto, le cose sono così e nessuno è in grado di cambiarle.
Forse, la realtà sarà quella, ma con la stessa nostalgia e analoghi sentimenti, si aspetta la fine dell’anno perché ognuno di noi , nel profondo, spera che quello nuovo possa essere migliore.
Renato Celeste
Pubblicato il 2013-12-01 05:54:40.
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