Il “DONO” e il ruolo della famiglia
NOTIZIA. COME, PERCHE’
Il significato del dono nelle diverse visioni e la necessità di operare senza dimenticare il ruolo della famiglia
Tra le molte notizie riportate, mentre già ci sono i blog sul recente festival di San Remo, alcune si soffermano su argomenti inusuali, con diverse angolazioni.
E’ il caso, ad esempio, del recente libro, “ Dono dunque siamo”, autori vari, edito da Utet, che approfondisce il significato del dono in una società utilitaristica come la nostra.
Il volumetto, si avvale dell’apporto di diversi studiosi (sociologo, economista, antropologo,filosofo, psicoanalista) che entrano nel merito, secondo le proprie competenze, affrontando temi quali il concetto del perdono, della gratuità e della solidarietà.
Il punto di arrivo, è l’importanza delle relazioni che si instaurano tra le persone e con questo si giustificano certi gesti di generosità o di mutuo aiuto, che le cronache quasi ogni giorno riferiscono illustrando progetti e descrivendo associazioni, senza fini di lucro.
Si osserverà che, tra i messaggi ricevuti, gli spot televisivi e le richieste delle persone stesse, è un continuo “ chiedere “, bussare “, motivare finalità e scopi della propria associazione.
Qualcuno reagisce quasi con fastidio, qualcun altro, invece, pensa che sia giusto aiutare chi ha bisogno rilevando l’importanza di riuscire ad insegnare l’utilizzo dei mezzi che si mettono a disposizione per poter diventare autonomi.
Altre fonti, istituzionali, assistenziali, ecclesiastiche, politiche, ritengono, tuttavia, che prima bisogna soddisfare le necessità più impellenti e solo poi, passare ad una programmazione assistenziale efficace.
Quanto appena descritto è molto vero specie quando si aiuta” sul campo” chi ha bisogno, procurando cibo, un posto letto e ,quando fosse necessario, un medicinale.
Si censura, a ragione, il comportamento di chi spreca, getta derrate alimentari che non riesce a consumare nella pattumiera o tesorizza medicinali, fino a farli scadere.
In proposito,una buona notizia che evita lo spreco di molte medicine “ fallate “ per diversi motivi, dalle Case Farmaceutiche è quella dell’istituzione del “ Banco Farmaceutico “ .
Si tratta di una Fondazione “ No profit “ sorta a Milano, che collabora con parecchie farmacie in diverse province e realtà assistenziali, distribuendo medicinali a titolo gratuito a chi ne ha bisogno. Sono prodotti integri, magari con un bugiardino errato o messi in una scatola non perfetta e quindi non proponibili alla vendita, ma destinati al macero.
Un po’ come capita nei periodi dei saldi di certi capi di vestiario o di quelle calzature difettose, avviate ai mercatini a prezzi irrisori .
Giancarlo Rovati, docente di sociologia all’università “ Cattolica “ di Milano rileva questo fenomeno, puntualizzando la necessità di incrementare donazioni di farmaci, specie in periodi di crisi come gli attuali.
Tuttavia, donare, significa non solo mettersi in gioco erogando contributi, ma soprattutto offrire impegno ad interagire sul posto con le proprie capacità e competenze.
Sono gli esempi dei medici senza frontiere, dei sanitari e di altro personale che offrono parte del loro tempo a titolo gratuito, insegnando ciò che è necessario , creando strutture e servizi.
Quanto sopra sicuramente è lodevole, purché al primo posto rimangano soddisfatti i bisogni e gli affetti dei propri cari.
Renato Celeste
Pubblicato il 2014-01-29 11:37:30.
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