ANALISI E FATTI SOCIALI
Messaggi costruttivi ed educativi
Anche un film può comunicare un messaggio costruttivo ed educativo con una valida regia
Dopo sei puntate si è concluso il lavoro cinematografico del regista Pupi Avati che aveva come tema principale la famiglia e la sua evoluzione nella società contemporanea.
Per presentare il suo lavoro il tutto è stato trasformato in una “ fiction” televisiva dal titolo Matrimonio, conclusa lunedì venti gennaio su Rai 1.
Sono stati ripercorsi i cinquant’anni di una coppia dei nostri giorni che ha vissuto le tappe della vita con alterne vicende.
Il tutto in uno scenario storico che molti ricordano per gli avvenimenti politici, il fenomeno della contestazione e di tutte quelle cronache, sia giornalistiche che televisive, che sono andate di pari passo con i mutamenti della società.
Erano gli anni difficili del dopoguerra fino a quelli del miracolo economico, degli attentati, del rovesciamento delle dottrine istituzionali, del referendum sul divorzio, sino alle conquiste ritenute da alcune parti, civili.
In questo contesto, ecco che il matrimonio, fondato come un’unione di un uomo e di una donna, sembra essere in crisi e non più un’aspirazione per i giovani.
I dati delle separazioni e dei divorzi, sembrerebbero confermare questa realtà.
Eppure, nell’analisi del fenomeno, pur essendoci diversi punti di vista, si rimarca che un’alta percentuale di giovani desidererebbe ancora un legame duraturo, come viene vissuto nel calore di una famiglia.
Il sociologo Pier Paolo Donati conferma questo “trend “ e insiste, come il Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia mons. Vincenzo Paglia, nell’affermare l’importanza della famiglia nella nostra cultura contemporanea anche se pervasa di individualismo.
Analoga posizione ce l’ha l’altro sociologo contemporaneo Giuseppe De Rita e, nonostante la visione psicoanalitica che conferma le difficoltà a stare insieme con un legame duraturo, la validità della famiglia come istituzione, non è in discussione.
Essa rappresenta la sponda in caso di problemi socio-assistenziali, di sostentamento economico, di sicurezza nell’affrontare le malattie e i recuperi riabilitativi che solo una persona affettivamente legata può garantire.
Sono i percorsi di sostegno a fronte delle diverse cadute psichiche e fisiche nelle quali a volte incappano spesso i figli quando sono manipolati da altri giovani che vorrebbero “ tutto e subito “, attraverso il denaro e il potere.
Scorciatoie spesso dolorose, ma che possono essere mitigate e riequilibrate in una famiglia composta da una madre e da un padre con la loro capacità educativa e, soprattutto, affettiva.
Uno scenario, che il regista Pupi Avati ha voluto presentare nella sua fiction, raccontando il perché di quella scelta.
E, per farlo, ha portato La sua stessa esperienza stupito che, dopo quarant’anni di matrimonio riconosceva ancora, “ in quella ragazzina, della quale mi ero innamorato a prima vista, la donna che mi sarebbe stata accanto in un periodo così lungo “.
Renato Celeste
Pubblicato il 2014-02-03 08:48:20.
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