NOTIZIA: COME, PERCHE’
IL VOLONTARIATO
Il volontariato: un bene prezioso non solo per chi ha bisogno, ma anche per noi stessi
Siamo alle soglie dell’estate.
Di quella stagione, cioè, che porta da un lato un soffio di benessere e di buon umore e dall’altro la riflessione per chi non riuscirà ad avere le stesse condizioni di vita.
Questo perché, nell’ambivalenza del nostro essere c’è il desiderio di ottenere quel premio dovuto dopo un anno di lavoro e di sacrifici,ma contemporaneamente il pensiero va a chi abbiamo spesso nelle nostre case e che non potrà usufruire degli stessi benefici.
Non sono pensieri rivolti necessariamente alle malattie, ma si amplificano alle situazioni economiche, alla perdita del lavoro, alle situazioni che sanciscono la fine di una storia, anche di tipo amoroso.
In queste situazioni ci soccorrono quelle persone che si dedicano al volontariato, potremmo dire “ con la mente e con il cuore “.
Difficilmente, invece, si riscontrano dei segnali onesti da chi svolge la sua esistenza in modo monotematico pensando di risolvere questo, come uno dei problemi sanabili solo con il denaro.
La persona che appartiene a delle associazioni di volontariato, vere e proprie istituzioni organizzate con delle regole , vive il suo impegno sociale secondo l’etica del “ dare “, senza aspettarsi un ritorno monetizzabile e riesce a riscontrare dentro di sé una sensazione nuova.
Gli esempi sono diversi specie in frangenti dove esistono immigrazioni forzate, ma non si può confondere l’aiuto immediato come la soluzione del problema.
L’intervento efficace, in questi casi, deve prevedere un’azione sul posto secondo il noto pensiero che, una volta mitigata l’emergenza, bisogna insegnare ad avere un’economia valida nello stesso territorio.
Inutile donare del latte, delle medicine o delle derrate alimentari (magari prossime alla scadenza, come fanno alcune industrie al solo scopo di avere dei benefici fiscali), se non si creano i presupposti per una crescita economica del Paese che soffre per queste carenze.
Parimenti, non serve andare a trovare qualcuno che ha bisogno “ una tantum “, per tacitare la propria coscienza.
L’impegno e l’efficacia dello stesso, sta nella continuità e chi appartiene a delle associazioni” non profit”, ne ha la consapevolezza e la maturità.
Medici, infermieri, religiosi, laici, giovani, rappresentano categorie sempre più impegnate in queste gare di aiuto e di solidarietà e, come le emergenze crescono nei periodi invernali, sono destinate ad essere presenti anche in quelli più caldi.
Sono le realtà che si manifestano e si ripetono ogni anno negli ospedali, nelle case di riposo, nelle grandi città dove la solitudine, nonostante il maggior numero di persone, si riscontra facilmente.
Sono quelle storie tristi legate alla miseria, alla povertà che emerge improvvisamente causa la perdita del lavoro, alle separazioni, alle malattie che insorgono in modo imprevedibile.
Vicende buie, a volte angoscianti, per le quali ben vengano quei barlumi di speranza , ma anche di aiuto reale, da parte di chi riesce a ricordarsi che, oltre alla necessità del suo benessere, c’è anche quella di chi ci sta vicino e che, magari, neppure conosciamo.
Renato Celeste
Pubblicato il 2014-05-30 05:26:31.
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