Notizia come, perché
SULL’ONESTA’ NEL NOSTR VIVERE QUOTIDIANO
Il cammino difficile dell’onestà nel nostro vivere sociale e nella nostra cultura
Le notizie che si rincorrono nel mese appena iniziato, hanno dei precedenti che caratterizzano un’estate bizzarra, ma non per questo priva di riflessioni in ordine alla crisi economica e morale, ma anche di altre azioni.
Partendo da queste ultime, ancora una volta la Sanità e il suo mondo sono in prima linea per una serie di problematiche legate alla fecondazione eterologa, al vaccino stamina,al timore di contrarre ebola, all’obbligatorietà del personale sanitario (medici, infermieri, veterinari), di contrarre polizze assicurative per la responsabilità civile.
Argomenti che hanno diversi paladini con le loro giustificazioni pur nella considerazione (per fortuna) che al centro c’è comunque la persona, con i suoi problemi fisici, psichici e clinici.
Purtroppo non sempre e così e gli errori, pur essendo nella natura umana, sono difficili da rimediare, ma è anche vero che a volte ci sono delle ricerche e delle scoperte in grado di renderci più ottimisti e fiduciosi.
Questo, per un sistema che, in fondo, non è inferiore a quello di altri Paesi più avanzati tecnologicamente del nostro, grazie alle maggiori risorse economiche a loro disposizione.
Sempre per parlare di Sanità, questa volta di quella buona, molto rumore ha fatto la notizia di quella coppia di dentisti di Grosseto che, una volta alla settimana, hanno deciso di prestare la loro opera gratuitamente per le persone svantaggiate, specie se bambini.
Una notizia vera, riportata anche dai canali televisivi senza enfatizzare ,tuttavia, il gesto come un fatto eccezionale perché il medico in questione è titolare di uno studio dentistico che va per la maggiore e non accessibile per tutte le tasche.
Perché lo fanno?
Dalle interviste rilasciate si evince che si tratta di gesti di solidarietà sociale rivolti a chi si trova in difficoltà economiche, valutando in questo modo anche un altro aspetto della personalità umana votata solitamente al mero guadagno.
Esempi che hanno anche altri riscontri e senza voler giudicare nessuno, invece, non sembra di intravedere analoghi sentimenti nel mondo del calcio che ha raggiunto una spirale eccessiva nelle valutazioni dei giocatori, degli allenatori e delle sponsorizzazioni.
Bisognerebbe poter guardare, in questi casi, a quei Paesi che gratificano i calciatori e gli allenatori con uno stipendio adeguato, ma commisurato al reale costo della vita, riconoscendo in caso di competizioni internazionali quel valore aggiunto dell’appartenenza ad una nazione.
Ma… tant’è !
Il pensiero è troppo distante da una cultura che privilegia, già in chi governa, il mito del guadagno che potrebbe essere demonizzato a partire dalla legislatura successiva,non si sa quale, ma comunque quando diventerà di competenza di altri.
Troppi “rumor “ direbbero gli anglosassoni, pensieri utopistici che non sarebbero tali se si potesse azzerare tutto e ricominciare da capo.
Il rischio reale è che nel fare pulizia non si riesca ad estirpare quelle radici legate alle passioni e ai difetti insisti in ognuno di noi.
La speranza è che ci sia ogni tanto quell’alternanza tra il male e il bene sino a diventare un asse portante della nostra coscienza.
Renato Celeste
Pubblicato il 2014-09-07 07:32:58.
Questa pubblicazione è stata richiesta 348478 volte.