ANALISI E FATTI SOCIALI
ODIO RAZZIALE E RELIGIOSO
L’odio razziale e quello religioso fanno vittime tutti i giorni, ma le cause sono molteplici e non prescindono da motivazioni economiche, ignoranza ed egoismo.
L’odio razziale e quello religioso, mietono vittime ogni giorno, in tutto il mondo.
Ad esso si aggiunge, come motivazione di fondo, il desiderio di conquista e di possesso dei beni materiali posseduti quali reali fonti di ricchezza di uno stato.
Le guerre e i conflitti tra razze e religioni, sottintendono l’egoistica presa di posizione di un popolo che intende appropriarsi di quanto ha un altro, che può essere il petrolio, lo sfruttamento di una miniera, la risorsa dell’energia , ecc.
Per raggiungere lo scopo ogni mezzo è lecito e si alimenta con l’ignoranza, la paura dell’ignoto, la collera di un ipotetico dio dispensatore di terribili castighi se non corrisponde al suo volere.
Già, quale volere ?
L’analisi dei pensatori e degli scienziati della sociologia della religione, documenta ciò che la storia ci ha insegnato.
Una storia che non tace sul perché delle “ Crociate “ avverso il mondo Islamico, dell’odio razzista verso il popolo ebreo sterminato in gran parte dalla follia di uno psicopatico e dall’ambizione di altri governanti timorosi di arrivare ultimi al banchetto del potere e della cupidigia.
Si dirà, acqua passata, ma le vicende si ripetono con i conflitti odierni istigati a danno degli stati più piccoli, ma detentori di ricchezze o di posizioni strategiche, quali possibili punti di partenza per aumentare la propria forza e il peso potere.
In questo panorama, purtroppo, ci si affida alla politica nella speranza che la stessa sia in grado di mediare e di risolvere, magari senza le armi, massacri e uccisioni che continuano, tuttavia, il loro percorso negando anche quei corridoi umanitari in grado di alleviare tante sofferenze.
Un’analisi cruda, ma reale che offende davvero in questo caso il Creatore, quale esso sia, fonte di amore e non di odio.
Un monito di tutte le religioni votate alla fede e alla ragione e non basate sull’ignoranza e la credulità in cose ed oggetti che non esistono, in grado di alimentare un odio non giustificato che sfocia nelle violenze e nelle uccisioni.
Chi non crede, difficilmente pensa alla validità di questo sub-strato che fa parte della nostra esistenza e, mentre sa riconoscere che ognuno di noi è composto da un corpo e da una psiche, non pensa che dire psiché sia, la realtà dell’esistenza dell’anima.
Quel qualcosa cioè di astratto, identificabile nella coscienza che ci dice quando facciamo bene e quando facciamo male.
Un’analisi spicciola, certamente, eppure frutto della nostra educazione e della nostra cultura che ci rende consapevoli delle nostre azioni.
E, non si tratta, si badi bene di persone solo religiose, ma di laiche, che hanno impostato la loro vita in un modo significativo senza odi, barbarie, delitti, ma con il sentimento della solidarietà e dell’aiuto per chi si trova nel bisogno.
Tutto questo contrasta con il desiderio del possesso fine a se stesso o con la sopraffazione dell’altro, con una giustificazione di razza, sesso o religione.
Saper rivedere certe posizioni, cercando le reali motivazioni del perché del nostro pensare, aiuterebbe a intraprendere quelle vie che, in fondo, giustificano la nostra esistenza e il nostro operare.
Per un credente, il discorso sarebbe più facile, purché la sua sia davvero un’espressione cristallina ed onesta.
Renato Celeste
QuedlQQ
Pubblicato il 2014-09-07 07:37:17.
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