ANALISI E FATTI SOCIALI
Una società che invecchia non può esimersi di dare delle opportunità di crescita ad una generazione più giovane per la sua sussistenza nel rispetto dell’esperienza
C’è chi sostiene che la vecchiaia è essa stessa una malattia e chi, invece, la considera il periodo della saggezza e della maturità.
Nel mezzo, rimane il conflitto generazionale acuito in questi tempi da una classe più giovane seriamente intenzionata a mettere da parte chi ormai ha fatto il suo tempo e , di fatto, ne ostacola le aspettative .
Così, da una parte si cerca di tutelare gli anni che inesorabilmente trascorrono e che si portano dietro possibili malattie anche invalidanti e, dall’altro, ci si trova spesso ad avere un’ occupazione precaria non in grado di sopperire ai bisogni delle persone più anziane.
Si tratta di un’analisi impietosa, seppure reale, che dimostra come il collasso economico abbia anche qui un suo indice di valutazione: troppi vecchi, troppe pensioni, una vita sempre più longeva, grazie ai progressi della medicina e al cambiamento degli stili di vita, ma nel contempo meno giovani, meno persone attive…
Carlo Vergani, clinico gerontologo e noto geriatra di fama, risponde in un recente libro a Giancarlo Schiavi, vicedirettore del “ Corriere della Sera “, a diversi quesiti sull’argomento in un libro intitolato: “ Ancora Giovani per essere vecchi “.
Come dire : i giovani hanno bisogno ancora dei vecchi , della loro esperienza, del loro aiuto.
Osservando, del resto, gli esempi di alcuni personaggi della medicina, della politica, dell’arte, della letteratura o della religione, si vedono delle vicende con protagonisti in età avanzata.
Persone che hanno lasciato una traccia e un vissuto tutto da scoprire.
Un’eredità preziosa, insomma, non economicamente quantificabile, ma insostituibile nella sfera degli affetti e in quella dei consigli.
IL giornalista Claudio Magris, a commento del libro inchiesta citato, commenta che anche” la letteratura di ogni secolo e di ogni Paese ha affrontato la vecchiaia nei suoi vari e contraddittori aspetti… Per Italo Svevo il vecchio vive una stagione di libertà…si gode il piacere di vivere senza essere valutato …Per Arrigo Levi… è una nuova avventura… “ Tuttavia, conlude Magris, una società priva di rincalzi generazionali non ha futuro…ma è senza passato quando trascura gli anziani “.
Ecco, che la capacità di poter offrire il proprio bagaglio culturale da parte degli anziani, aiuta i giovani che devono salire ancora altri gradini, per poter raggiungere quel ruolo sociale in grado di qualificare quel mutamento generazionale indispensabile, per la società in cui viviamo.
L’errore di valutazione sta nelle diseguaglianze , nella sperequazione economica che suddivide da sempre le classi sociali in ricche e in meno abbienti, tanto da ritenere che certe discrepanze sono responsabili di un conflitto generazionale che in sé non è dimostrabile.
Abbiamo visto, infatti, come i giovani hanno saputo comportarsi nelle recenti calamità che hanno colpito alcune fasce della nostra Penisola e, nel contempo, come quelli meno giovani si siano messi a disposizione per favorire il loro intervento generoso e disinteressato.
Ecco perché senza la generazione giovane non c’è futuro, ma perché questo avvenga la parte saggia, ricca di esperienza, deve favorire questo processo analizzato e dimostrato più volte da una sociologia empirica.
E questo sarà possibile se si incomincerà a creare quelle occasioni lavorative che facilitino le nuove energie, senza rottamare nessuno e nel rispetto dei valori e dell’educazione ricevuta.
Renato Celeste
Pubblicato il 2014-11-06 11:30:37.
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