NOTIZIA: COME, PERCHE’
IL MISTERO DEL NATALE
Il mistero del natale fa da argine ai grandi problemi che ci affliggono e ci in dicano una nuova strada da percorrere
Ancora una volta, la rabbia per la situazione socio-economica del Nostro Paese sta diventando una argomento di difficile soluzione.
Le parole si sommano alle parole : tutti sono prodighi di consigli, ma alla resa dei fatti la situazione rimane ferma.
In queste condizioni è facile assistere alla protesta e ,con essa, sale la tensione che sfocia nella ribellione e nella violenza.
Tutte le occasioni sono lecite per dar sfogo a delle manifestazioni, spesso motivate dall’esasperazione, dalla mancanza del lavoro, dagli interventi promessi e mai realizzati.
In questo clima c’è chi gioca a distruggere, chi sarebbe pronto a far cambiare le cose, ma gli scandali quotidiani, le avversità di ogni tipo, non favoriscono quel cambiamento sociale spesso invocato e mai realizzato.
Inoltre,quasi quotidianamente, si viene a conoscenza di stipendi e di pensioni principesche, di incarichi non motivati e molto costosi, di scandali, di ingiustizie.
Allora la tensione sale e lo spaccato di una società ai limiti della sopravvivenza si ribella.
Questo avviene nelle periferie delle grandi città, veri e propri ghetti di gente di ogni razza ,pronta a manifestare con la violenza, ma anche nei piccoli centri, nei paesi, nei borghi, dove chi è affamato vuole vivere dignitosamente e chi non c ‘entra nulla desidera vivere in pace.
Una sociologia urbana e rurale da tempo ha indicato dei modelli possibili di convivenza.
Il papa , oggi così seguito ed ascoltato, parla della necessità di un dialogo a fronte dello scontro tra chi preme per avere e chi cerca di salvaguardare la propria casa, le sue cose, i suoi famigliari.
Cosa sta mai capitando in questo mondo ormai prossimo al natale, a quel sentimento di fratellanza, a quel dover diventare migliori, a tutti i costi ?
Gli argini sarebbero tanti, ma bisogna fare presto a costruirli.
Di questi, alcuni possono essere indicati a titolo esemplificativo.
Il primo é la necessità che il fatto superi la parola, la realtà la promessa.
Il secondo è riuscire a porre quel calmiere tra le classi sociali troppo squilibrate, troppo diverse nella loro struttura, ma non significa appropriarsi di quello che non si ha a scapito di chi ha troppo, magari ottenuto in modo disonesto.
Il terzo è riconoscere la necessità del lavoro per tutti, per quel benessere dignitoso in grado di assicurare una vita che già di per sé può essere problematica, per la salute, per i litigi, per gli affetti,pensando che lavoratori sono tutti, compresi i rappresentanti delle forze dell’ordine.
Un principio, quello del lavoro, sancito dalla nostra carta costituzionale che articola, tra l’altro, una serie di principi in grado di regolamentare tutto il nostro vivere civile.
Ma, anche nella ricorrenza religiosa di questo natale, si ribadisce il significato della nostra esistenza a volte così fragile e bisognosa di quelle attenzioni, che sono ben presenti nel mistero della nascita di una divinità.
Una strada, un’indicazione in più per rinascere anche noi.
Renato Celeste
Pubblicato il 2014-12-06 11:33:31.
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