Presentazione in officina del libro “Il Commissario Martini si arrabbia”
Sabato 6 dicembre 2014, in Via Monginevro 249 bis, a Torino, presso l’officina Farinasso&C. snc di Abbate Vincenzo, si è svolta la presentazione del libro di Daniela Messi & Enzo Bartolone “Il commissario Martini si arrabbia!” la ventunesima indagine del personaggio creato da Gianna Baltaro, nel ricordo della scrittrice che nella sede di Via Bardonecchia fece la sua ultima uscita pubblica con la diciottesima indagine di Andrea Martini. Vincenzo Jacomuzzi e Claudio Ozella ne hanno parlato con gli autori Bartolone & Messi. Per l’occasione, la pittrice Angela Sepe Novara ha esposto un acquerello dedicato a Gianna Baltaro, dalla mostra “Il Segno e la Parola” (promossa dal MiBACT). E una galleria di fotografie di “Bambini dell’Orto” ha introdotto il pubblico nella Torino e nel Piemonte anni Trenta. Gianna Baltaro ha svolto attività giornalistica dagli anni ’50 e per tutta la metà del Novecento, iniziando dalla Cronaca nera, per poi proseguire in altri settori. Ha collaborato con le principali testate torinesi: “La Gazzetta del Popolo”, “L’Unità”, “La Stampa”, “La Stampa Sera”, e con la Rai. Ha anche tenuto corrispondenze per “Il Giorno” e“L’Occhio” di Milano, e con “L’Ora” di Palermo. Negli anni ’90 ha iniziato a scrivere romanzi polizieschi, creando il personaggio dell’ex commissario Andrea Martini, protagonista dei suoi diciotto romanzi, un investigatore anticonformista e dalla grande umanità, che agisce nella Torino degli anni ’30. Vincenzo Jacomuzzzi nel suo intervento, ha posto l’accento su come Bartolone e Messi, dopo la morte della scrittrice nel 2008, abbiano raccolto il suo testimone con fedeltà e bravura, partendo dall’incipit di una sua nuova inchiesta, trovato fra le sue carte. Nacquero così “Un marito per Jolanda”, “Delitti senza determinante causa”, per arrivare a “Il commissario Martini si arrabbia!” in cui nella Torino invernale del 1939, si scatena l’ira dell’ex commissario Martini per non aver saputo proteggere un mite e geniale inventore, dando inizio a una caccia all’assassino spietata e senza tregua. Quest’ultimo romanzo, ha perfettamente ragione Jacomuzzi, è baltariano nella profonda costruzione psicologica dei personaggi, siano essi principali o secondari, nella ricostruzione della Torino degli anni ’30 non solo sfondo, ma protagonista carismatica, ritratta efficacemente in tutte le sue sfumature e in tutte le sue voci. Claudio Ozella, invece, ha analizzato il contesto storico-politico del romanzo, osservando come gli autori abbiano ricostruito la Torino fascista del ’39 in modo realistico, avvincente, senza appesantirlo con didascalie prolisse ma lasciando parlare i personaggi, dandogli anima, carne e sangue, facendo rivivere al lettore lo spirito e la vita dell’epoca e della città. Ozella ha anche notato un valore aggiunto rispetto ai due precedenti romanzi: l’impronta più personale, a livello stilistico e narrativo, che i due autori hanno impresso al libro, senza tradire la Baltaro ma, in un certo senso, emancipandosi creativamente da lei, raccontando la Torino di ieri, per parlare in profondità di problemi e piaghe di oggi.
La presentazione si è simpaticamente conclusa con la merenda sinoira offerta da Enzo Abbate e dal personale dell’Officina.
Claudio Ozella
Pubblicato il 2014-12-20 07:54:23.
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