NOTIZIA : COME, PERCHE’
Riflessione e valutazione di due modelli aziendali
Tra le molte notizie successe, due vanno segnalate per le problematiche umani e sociali che racchiudono.
La prima si riferisce , ancora una volta, al pianeta sanità alla sua organizzazione, alle sue eccellenze, ma anche alla sue carenze.
La seconda, invece, mette in risalto l’operato di un grande imprenditore, recentemente scomparso, che ha saputo valorizzare il suo territorio ed esportare un efficiente modello aziendale in tutto il mondo.
Dire della sanità e della sua rete, può essere l’eccellenza o la deficienza, in un insieme di fatti e di notizie che privilegia o esclude l’uomo al centro di un sistema, a seconda se l’attore principale è lui o la conseguenza della sua malattia.
Quanto successo in Sicilia, nel mese appena passato, è la dimostrazione dell’ assenza di un sistema efficace che ha segnalato il caso di una neonata mai vissuta.
Rabbia, commozione, impotenza, sono stati per quel triste episodio delle giuste rimostranze che hanno fatto riflettere l’opinione pubblica sulla necessità di una rete in grado di superare gli ostacoli della burocrazia, per salvaguardare e tutelare la nostra vita e quella dei nostri cari.
L’altro evento,invece, occorso in una città piemontese famosa per la sua industria dolciaria, ha puntualizzato l’opera di un grande imprenditore che ha saputo coniugare il lavoro e il guadagno alle persone, adattandole alla fabbrica e non viceversa.
Ci sono stati nella storia industriale altri modelli societari, seppure pochi, che hanno portato avanti un interesse sociale per il lavoratore con le sue esigenze umane ,pur preservando il legittimo diritto del guadagno dell’imprenditore.
Anche la dottrina sociale della chiesa , nelle sue varie espressioni, non ignora questo importante principio e lo ha sancito, molto prima di altre teorie e ideologie.
Essere verso l’altro è in questi casi un modello che riconosce un vertice , ma anche una base in grado di condizionare scelte non solo ancorate al profitto .
E’ il risultato del pensiero di un uomo e della sua filosofia aziendale, che sosteneva: “ lavorare, creare, donare “, per dimostrare da una parte la necessità del fare e dall’altra quella di essere sensibile alle necessità dei propri dipendenti.
In questo modo si eludono le critiche di un modello utopistico che non riconosce il mero profitto come l’unico volano di qualunque attività aziendale.
A ben guardare, infatti, la logica del commerciante, dell’imprenditore di qualsiasi azienda è proprio quella del guadagno fine a se stesso, senza inutili e controproducenti sentimentalismi.
Per tornare alla sanità e ai suoi sprechi è calzante l’esempio che per coprire una malattia, a volte sarebbe sufficiente assumere meno pillole, ma le confezioni dei medicinali sono studiate in modo tale da doverne acquistare più del necessario, per seguire una terapia corretta.
Va da sé , che l’eccedenza non serve e nel caso se risponde ill Servizio Sanitario Nazionale, poco importa perché a noi non costa.
Esempi di questo tipo sono molti e dilatano un problema che colpevolizza delle persone ignare di certi sottoboschi dove crescono, a vista d’occhio, la disonestà e il menefreghismo.
Conoscerli è un diritto: affrontarli, un dovere.
Renato Celeste
Pubblicato il 2015-03-05 11:31:49.
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