ANALISI E FATTI SOCIALI
Risolvere i dubbi con la certezza dell’affettività
Il Professor Umberto Veronesi, noto oncologo alle soglie dei novant’anni, ha recentemente rilasciato un’intervista al Corriere della Sera (25.3.2015), dove elenca una serie di suggerimenti per mantenersi sani, specie in età avanzata.
Per raggiungere questo scopo, bisognerebbe rimanere attivi sia fisicamente che mentalmente, seguire una sana alimentazione, avere degli interessi e non soffrire di carenze affettive.
Quello che colpisce nel pensiero di Veronesi, come nei suoi scritti e nelle sue ricerche, è che i traguardi da lui stesso raggiunti, non hanno avuto limiti di tempo.
Come dire, con una frase fatta: “ non è mai troppo tardi “, ma quello che incide ,come detto, è la sfera affettiva : una valenza fondamentale nella nostra vita.
Questo è tanto più vero, come osservano geriatri e psicologi, quando si constata quel senso di abbandono (dovuto, ad esempio, all’elaborazione di un lutto, ndr) che scoraggia e non motiva la persona a voler continuare a vivere.
Capita spesso, in questi casi, che chi rimane di fronte ad un grande dolore, “ si lasci morire “, perché ritiene ormai concluso il suo ciclo vitale, in quanto privo di un senso perché non intravede più alcun obiettivo da raggiungere.
Veronesi, tuttavia, invita a proseguire nelle tappe che ancora ci sono riservate, tenendo allenato il cervello e il fisico, dimostrandosi curiosi di tutto, approfondendo concetti che portano a considerare il dubbio in tutte le cose e nelle idee.
E Lui, da scienziato di fama mondiale, dimostra di avere sempre presente quell’incertezza, specie quando affronta la religione ( anche se si dichiara ateo, ndr), perché non sa darsi pace di fronte alla morte, specie di un bambino.
Un’impotenza che dimostra di avere dei dubbi sulla fede, ma nel contempo qualifica la validità di una persona sempre attenta alle sofferenze dei malati e alle problematiche dei loro famigliari, tanto da renderlo attento ai bisogni del prossimo.
Cercando di andare a fondo alla tesi proposta capita, invece, di prendere atto di un’altra vicenda dove si cerca di fare tutto, per evitare la malattia e il dolore.
Il fatto si riferisce a quella attrice americana predisposta geneticamente a contrarre dei tumori e che, per evitarli, è ricorsa più volte alla chirurgia in questi casi risolutiva perché demolitiva.
Giusto? Scientificamente ed eticamente corretto ?
Ancora una volta i pareri dei vari specialisti sono discordanti.
C’è chi sostiene, infatti, che ognuno di noi è padrone del proprio corpo per cui è giusto fare di tutto per conservarlo in buna salute.
Altri, viceversa, sono di parere opposto, ma il problema di fondo coinvolge in questi casi, solo la persona interessata o chi da lei è delegata perché impossibilitata a decidere autonomamente.
Il dubbio, quindi, come difficoltà a dover manifestare una volontà personale diventa anche quello di chi ci è vicino e vuole il nostro bene.
Ecco perché, avere quella sfera positiva affettiva é il viatico che ci aiuta a desiderare ancora a vivere in aggiunta all’efficienza del fisico e della mente.
Tutto questo diventa una certezza, nonostante il ragionevole dubbio della nostra esistenza.
Renato Celeste
Pubblicato il 2015-04-03 12:19:03.
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