NOTIZIA. COME, PERCHE’
La festa nel ricordo della mamma
C’è una tendenza ad una rivalutazione della famiglia e del suo stato di essere, nonostante le varie notizie che la vorrebbero un’istituzione sociale superata.
Diversi sono i progetti, molte le proposte di modelli diversi da quelli oramai consolidati, che hanno caratterizzato un’evoluzione nella nostra società attuale, partendo dalla famiglia di ieri fino ad arrivare a quella tradizionale di oggi, dove contano di nuovo i figli e il loro apporto affettivo.
Quanto sopra, si riscontra nelle tradizioni e nei riti collettivi, che sono l’occasione delle riunioni familiari non solo per fatti di gioia (nascite, matrimoni) o di dolore (funerali), ma semplicemente per il desiderio di stare insieme, di rivivere i momenti della spensieratezza.
Sono i ricordi di un’adolescenza e di una giovinezza ormai lontana, in luoghi a noi cari vissuti con i genitori e altri famigliari .
Un ritorno alle origini dove stare insieme a pranzo, nel calore degli affetti, sono il viatico di quella festa che si vuole sia ancora con un grande significato: quella della “ Mamma”.
Poeti, scrittori, persone di studio, potenti, politici, ecclesiastici, persone umili, hanno sempre nel cuore il ricordo di chi li ha messi al mondo con un atto che solo l’amore può spiegare.
Personalmente ho sentito gente sofferente invocare “ mamma “, nel corso della loro malattia, ma anche persone anziane, spesso dimenticate, chiedere aiuto a chi le aveva messe al mondo.
Un senso di tristezza, in questo ultimo caso, perché si pensa ad un essere abbandonato, non considerato, perché avanza delle richieste senza un senso e probabilità di successo.
Tuttavia, tralasciando i casi estremi, ecco la gioia del ritorno ,osservato magari nelle ultime festività pasquali.
Proprio quando, la tradizione recita : “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi “.
Ma le Pasque di oggi, oltre al significato profondo e simbolico per un credente, sono sempre più delle feste che riuniscono e i perché sono diversi.
Anzitutto la vecchiaia, che avanza inesorabilmente per le mamme e i papà, ma anche per i figli; poi
la situazione di un avvenire incerto, la paura del domani, l’ansia per i fatti e le notizie che seminano quasi quotidianamente il terrore.
In tale scenario la famiglia, pur non essendo lo spot pubblicitario che si attribuiva per reclamizzare alcuni prodotti enogastronomici è quel luogo in cui si ritorna volentieri specie quando ci sono ancora i propri cari e , soprattutto, è presente la mamma.
Quella mamma che non è come quella che abbandona il proprio figlio (magari perché non riesce a mantenerlo) o in casi estremi lo sopprime (per troppo amore ?Per malattia ? Per squilibrio mentale ?), ma quell’essere dolce che ci ha dato la vita facendo spesso delle rinunce.
Utopia ?
Forse!
Eppure quel mazzo di rose, quel ricordo frettoloso, quel ritorno a casa, quell’oggetto regalato in fretta, quel biglietto scritto a mano, non sono altro che una piccola manifestazione di riconoscenza verso chi ci ha voluto bene.
E quella mamma conserva tutto e se lo tiene stretto, perché sa che il dono di essere madre è troppo grande per essere sciupato da sentimenti di egoismo e di paure per il futuro.
Il mese di maggio ricorda tra tutte le notizie, politiche, economiche, di scandali, di violenze, un sentimento dolce, la carezza e il sorriso di qualcuno che ci è stato vicino, cullato, aiutato,ascoltato.
Sarebbe brutto far finta di niente, perché la vita è fatta anche di questo.
Con tanti Auguri a tutte le mamme.
Renato Celeste
Pubblicato il 2015-04-28 11:35:49.
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