NOTIZIA: COME, PERCHE’
Il problema dell’immigrazione va affrontato senza ipocrisia
La tristezza dell’immigrazione da una parte e quella della speculazione e strumentalizzazione politica dall’altra, sono le facce di un’unica medaglia: quella dell’impotenza e dell’egoismo dell’uomo.
L’Europa , in primis , non ne esce bene e l’Italia in particolare, offre un’immagine di incapacità che viene rimarcata da diverse fazioni ,mentre rimane nella realtà lo Stato che insieme alla Grecia soffre di più l’arrivo di una massa di disperati, dove riescono a infiltrarsi anche i delinquenti.
Uno spettacolo vergognoso dove i parolai fanno presa su una popolazione che, a sua volta, non è in grado di contrastare un fenomeno di difficile soluzione.
Tutto questo, mentre c’è il contrasto tra la coerenza ad un comportamento solidale ed uno di un flusso inarrestabile, al quale altri Stati negano l’accesso usando milizie armate contro delle persone sfuggite all’orrore delle persecuzioni e della morte.
Donne, bambini, gente disperata, ammassate in serragli umani: moderne immagini dei lager di triste memoria, con pochi alimenti, vestiari e assenza di qualsiasi senso di umanità .
In questo modo viene calpestata la dignità della persona, rifiutando con i fatti quello che con le parole, ognuno è molto bravo ad assolversi.
Questo perché, quando si è colpiti sul vivo si replica: prendili tu, sfamali, dai loro asilo e protezione.
In cambio otterrai : poca disponibilità, molte pretese, furti e forse violenze e, soprattutto, dover elargire delle risorse ad altri, quando mancano a noi.
Tutto questo corrisponde alla verità e rappresenta la stessa faccia di un’Europa incapace e parolaia, dove anche le istituzioni religiose non offrono sempre un grande esempio di carità cristiana, mentre il Capo della Chiesa ed altri Porporati invitano ad essere coerenti con l’insegnamento del Vangelo.
Il delegato pontificio nel corso della processione fatta il 13 giugno a Padova nella ricorrenza di Sant’Antonio (circa 200.000 persone) ha invitato ad essere coerenti con quanto predicato da questo grande santo venerato in tutto il mondo.
Un invito rivolto a tutti, mentre altre immagini televisive riportavano la situazione di uno spettacolo poco edificante, a Ventimiglia, a Roma, a Milano che mostrava gente disperata, rifiutata alle frontiere da altri servitori di Stati, indegni di proclamarsi civili.
La società del benessere persegue gli ideali che salvaguardano i propri interessi: non importa chi ha contribuito a realizzarli e a volte é ininfluente il sacrificio di chi ci ha rimesso la vita.
Chi se ne frega dei nostalgici, dei vecchi, degli ideali: quello che conta è vivere bene adesso, senza troppi pensieri.
E, se proprio ci sono dei fastidi il consiglio è : vattene un po’ in vacanza e cerca di guadagnare più che puoi, tanto questi problemi non possiamo risolverli noi e poi ci bastano i nostri.
Ma la nostra vita deve essere proprio così ?
Non è forse significativo, ad esempio, che la si possa spendere un pochino anche per alleviare le difficoltà di Paesi e di gente meno fortunata di noi, magari assillati dalla carenza di cibo ?
Sono solo alcuni degli interrogativi fra i mille che assillano i Governanti del Nostro Pianeta che non possono però rimanere solo sulla carta di un’ipotetica strategia teorica.
Noi possiamo prendere coscienza di questa situazione , ma pretendere delle soluzioni da chi abbiamo mandato a rappresentarci, considerando che godono di stipendi e di privilegi sproporzionati rispetto a chi ha dei redditi da fame o che non riesce a trovare un lavoro.
E, per quanti risultano essere davvero dei disperati sfuggiti alle guerre e alle persecuzioni, occorre soccorrerli per poi creare quelle condizioni per una vita normale nei loro Paesi, bonificati dalle false ideologie e dalle ruberie di quegli Stati civili che li hanno privati delle loro ricchezze.
In fondo, quest’ultimo è un comportamento ipocrita che si riscontra troppe volte e in diversi settori, ma sarebbe ora di fare davvero quello che la nostra coscienza ci suggerisce.
Renato Celeste
Pubblicato il 2015-07-25 11:54:32.
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