ANALISI E FATTI SOCIALI
La visione egoistica e altruistica, al fenomeno dell’immigrazione
La situazione mostrata e verificata dopo l’ondata migratoria sfuggita al controllo di Stati persecutori, merita un’analisi che sotto il profilo sociale allarga gli orizzonti ad un insieme di persone che fa “quadrato “, per aiutare ed assistere queste masse di gente inerme.
Da sempre, il sentimento della solidarietà riconosciuta in meccanica ed organica, mostra il desiderio di essere presenti nei bisogni degli individui umani, indipendentemente dalla loro razza, sesso e religione.
Si verifica, ad esempio, facilmente di fronte a delle calamità naturali (alluvioni, terremoti, grandi siccità), ma è più difficile da riscontrare nei fenomeni di flussi di persone che emigrano per le cause più svariate.
Prevale, in questa direzione, la visione egoistica su quella altruistica, ma alla fine l’aspetto vincente è proprio quest’ultima.
E’ una tesi avvincente ben espressa anche in un libro appena uscito dello scienziato David Sloan Wilson, docente di biologia e antropologia presso la ” Binghamton University” (New York) dal titolo:
“L’altruismo, la cultura, la genetica e il benessere degli altri “ (Boringhieri Editore).
Del resto, anche nel regno animale come evidenziato dall’antropologo Konrad Lorenz, da poco scomparso, si osservano comportamenti altruistici di difesa della specie e di solidarietà tra gli animali e non solo di tipo egoistico dovuto alla loro sopravvivenza.
Fatta questa doverosa e documentata premessa ecco che nei recenti , ma continui episodi di arrivi inaspettati di masse umane sfuggite alle guerre, alle razzie e alle persecuzioni, il fenomeno è analizzato proprio in questa direzione: da un lato un atteggiamento egoistico e dall’altro uno altruistico.
Così mentre i Governi e i loro attori si sono cimentati nella ricerca di strategie atte a salvaguardare la propria territorialità (atteggiamento egoistico), persone comuni, associazioni di volontariato, hanno messo in moto un aiuto concreto portando agi immigrati un sostegno concreto (atteggiamento altruistico).
Alla fine, come sostiene David Sloan, è vincente comunque il sentimento altruistico .
Ci si rende conto, tuttavia, che è molto difficile tradurre nella pratica l’analisi fatta perché prevale, comunque , il desiderio di non essere travolti dagli eventi.
Un conto ,infatti, è essere solidali magari mettendo mano al portafogli “ una tantum “, un altro è il pensiero di dover sopperire alle necessità evidenziate in prima persona .
I fatti descritti diventano così oggetto di facili strumentalizzazioni, ma nel conscio ci si dichiara impotenti ad arginare e risolvere un problema più grande di noi.
Quale allora la strategia ?
E’ quella comune di una presa di coscienza collettiva (atteggiamento altruistico) da parte degli Stati Europei e non che devono ridimensionare il loro atteggiamento (egoistico).
L’argomento così ostico non va pertanto ignorato, ma affrontato nella consapevolezza che la lezione non può essere impartita dal Regno Animale, ma deve scaturire già nei meandri della nostra coscienza.
E’ inutile scandalizzarsi se un Capo della Spiritualità, come il Pontefice, pone questo problema all’attenzione di Politici e di Governanti dei vari Paesi.
Il suo è un messaggio coerente alla figura che rappresenta come lo è quello di Uomini di Scienza e di Fede di altre culture , non necessariamente cristiane.
Renato Celeste
Pubblicato il 2015-07-25 11:57:45.
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