ANALISI E FATTI SOCIALI
Le mode non possono influenzare il nostro ruolo educativo
Più volte si osservano fenomeni di assuefazione ad eventi e fatti tragici, per una sorta di rifiuto mentale agli stessi.
Un responsabile di questo fenomeno, come già osservato in altre occasioni proprio in questa rubrica, è la stessa carta stampata, la televisione, la radio e la recente innovazione tecnologica mediatica.
Impossibile sfuggire a questa sottile rete di comunicazione che noi stessi cerchiamo con un effetto di vera dipendenza, come se facesse parte di una nuova sostanza “ dopante “.
A questa ossessiva ricerca, modulata nei mezzi a seconda dell’età dei soggetti, fa riscontro, tuttavia, quella sensazione di fastidio e di indifferenza preferendo riversarsi su argomenti e fatti più leggeri, sui “ gossip “ dei vari vip e attricette, in cerca di un po’ di pubblicità.
Giocando sull’inconscio delle persone, ecco che altri comunicatori manipolano i fatti strumentalizzandoli per scopi non sempre etici, ma per trarne dei vantaggi.
Gli esempi sono stati numerosi anche nel corso di un’estate sempre agitata ed infuocata e non solo per un clima afoso ed insopportabile, come puntualmente predetto dai vari metereologi.
Alcuni di questi sono sempre di attualità: il flusso continuo degli immigrati, l’incapacità a tessere una linea concorde, l’indifferenza della morte (altrui), quasi un fastidio se avviene in una spiaggia dove si soggiorna per una vacanza, la ripetizione di fatti delittuosi insoluti, etc.
Se i fatti hanno mostrato, invece, l’altro volto di uno spaccato di umanità, impegnato a preservare il fisico , magari perennemente “ a dieta “ , nella speranza della scoperta della pillola miracolosa in grado di restituire la giovinezza perduta, la risposta è positiva ed interessata alla conoscenza.
Del resto è lo stesso modello societario di oggi che impone alcuni stili di vita che si rifanno alla prestanza fisica, al bell’aspetto, alla moda , all’ alimentazione e alle sue contraddizioni (prima consiglia un certo cibo e poi lo criminalizza), secondo uno scenario inquietante quasi maniacale.
Così si osserva (per essere in tema), una serie infinita di tatuaggi che si estende un po’ dappertutto ( prima era “chic “ Il “piercing”) lasciando poco spazio ad una pelle che , secondo la comunicazione non verbale è una manifestazione della nostra personalità.
La moda , come si sa , è in grado i conquistare tutte le generazioni con spettacoli a volte penosi specie se ad imitarla, nel tentativo di sembrare più giovani, sono proprio quelle più “datate “.
Tuttavia, per non scivolare su un argomento così banale, perché è la risposta istintiva ad un comportamento adolescenziale, vanno considerati con maggiore attenzione i fatti delle morti dei giovani, che cercano quelle evasioni falsamente promesse dai criminali del vizio.
E qui , l’analisi del fenomeno impone la linea dura, che deve iniziare da quel nucleo familiare demandato all’osservanza del suo ruolo educativo.
Un compito non facile perché spesso é condizionato proprio da quei “ media “ di cui si faceva riferimento all’inizio, ma che non può esimere dei comportamenti impositivi se sono ritenuti necessari per la salvaguardia della salute dei propri figli.
E, questo, a costo di essere tacciati retrogradi e fuori moda per non piangere dopo per quello che non ci può più essere restituito.
Renato Celeste
Pubblicato il 2015-09-05 12:00:49.
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