ANALISI E FATTI SOCIALI
L’importanza del cambiamento per la società di oggi e quella di domani
I fatti recenti, avvenuti nel mese di ottobre, sono stati oggetto di molte interpretazioni ed alcune notizie meritano un’analisi più accurata.
Non è sfuggita una sequela di ipotesi sull’operato del pontefice, in ordine ad una moralizzazione maggiore nella chiesa , al desiderio di una maggiore coerenza al vangelo e al senso di quella misericordia divina, così inusuale nell’accezione umana.
Potrebbe essere una ricerca longitudinale (prolungata nel tempo, n.d.r), quale oggetto di studi per una sociologia delle religioni, ma soprattutto è il risultato di un atto di fede e di umiltà, utile alla riflessione di una società ormai impigrita e incapace a rinnovarsi.
L’insistenza a voler considerare i bisogni dell’altro, lo stato e la condizione di una povertà nella quale versa molta gente, insieme alla lezione impartita da San Francesco, ha posto le basi per una diversa attenzione al nostro modo di vivere.
Argomenti certamente difficili, che denotano una grande ammirazione per quella rivoluzione culturale partita tanti anni fa da Assisi, quale centro culturale e religioso seguito da tutto il mondo e non solo da quello cattolico.
L’analisi dei fatti accennati nella brevità di queste riflessioni, sarebbe incompleta se si rinunciasse a ricordare l’altro tema di fondo riportato più volte non solo dal papa, ma dalla scienza stessa e, ancora una volta, da una sociologia sempre più attenta alle trasformazioni della società.
E’ quel pensiero ricorrente a quell’inesorabile processo dell’invecchiamento e a quella cronica carenza dei figli, che denuncia spesso una cattiva volontà di volerli mettere al mondo.
Una società che non si rinnova è destinata ad estinguersi e a trasformarsi con modalità ed approcci culturali diversi da quei modelli educativi e formativi, ricevuti dai nostri genitori e dalle generazioni passate.
La lezione è rivolta soprattutto alle nuove generazioni, ma è utile che sia appresa anche da quella attuale spesso in difficoltà nell’approccio educativo, al punto di privilegiare lo “status quo “ per evitare quei cambiamenti ricercati per lo più dai giovani .
Non è solo un difetto nostro, ma lo riscontriamo anche in altri Paesi spesso meta di trasferimenti alla ricerca di un consenso professionale ed economico.
L’esempio lo riscontriamo anche in quell’America sede di università titolate che, nel caso di un giovane e brillante professore inglese di matematica, ha trovato un muro relazionale da parte dei colleghi e dei dirigenti per i suoi metodi innovativi, rivolti alla valutazione dei suoi studenti.
Studenti rivalutati in realtà nel merito che, alla notizia di un suo allontanamento, hanno fatto quadrato per simboleggiare quella rivoluzione culturale e sociale portata avanti nei mitici anni del 1968.
Si comprende, a questo punto, il disorientamento di una classe sociale giovanile che si sente impreparata ad affrontare la vita e ad assumersi delle responsabilità genitoriali.
Per questo è necessario un cambiamento di rotta, in modo che sia facilitato quel ricambio generazionale in grado di assicurare la società di oggi e soprattutto preparare quelle di domani.
Renato Celeste
Pubblicato il 2015-10-31 04:17:38.
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