ANALISI E FATTI SOCIALI
La rinascita é l’immagine simbolo della fioritura di una rosa
Buon anno e tanti auguri di felicità, prosperità, serenità e salute.
Di solito si inizia o si ricambia in questo modo l’augurio che si fa o si riceve, in occasione delle festività appena trascorse.
E’ un messaggio positivo che rafforza la speranza di un avvenire favorevole.
Una sorta di “ rinascita “, come ben interpretato dallo psichiatra e psicoterapeuta Raffaele Morelli, Presidente dell’Istituto Riza di Medicina Psicosamatica di Milano, direttore di diverse riviste e autore di numerosi libri.
L’ultimo dei quali, fresco di stampa, “ Nessuna ferita è per sempre/Come superare i dolori del passato “ (Mondadori), ne sono un’esemplificazione: “Occorre uscire dall’idea che un episodio per quanto doloroso sia, possa modificare in modo significativo la nostra vita”
La parola magica è : “Adesso “, per poter superare le ferite del passato cercando di dimenticarle, per non” cronicizzarle “.
Tutto questo rappresenta un punto di forza dell’autostima, utile a rafforzare quelle difese naturali del proprio “ Io” che intravede nel futuro il superamento delle negatività attraverso la rinascita, purché ci sia la volontà di ricominciare nel momento presente.
E’ il concetto del seme che morendo nella terra darà una nuova vita in primavera, perché tutto si rigenera e si rinnova, indipendentemente dal desiderio di voler ricominciare.
E’ anche quel pensiero cristiano, così come è stato riproposto in quest’anno particolare, la cui analisi ha delle forti similitudini in grado di mettere d’accordo, scienza e fede.
Tralasciando però le analisi teoriche, quelle dei fatti rafforzano lo stesso concetto.
Per essere felici e augurare uguale sentimento a sé e agli altri, i fatti portano a pensare in concreto, ad esempio, all’aiuto dato a chi non ce la fa, al volontariato in genere e a molti di quei gesti quotidiani, che fanno parte della nostra vita.
Tutto questo è ben comprensibile di fronte alla scoperta della malattia di sé o dei propri cari: improvvisamente è come se il mondo ci cascasse addosso.
Tutte le nostre certezze spariscono per far posto al pessimismo e alla più cupa disperazione.
Ecco l’immagine di quella ferita dell’anima che è ben più difficile da guarire, con la consapevolezza, tuttavia, di un suo possibile risanamento quale fatto più importante.
E, sempre citando il pensiero di Morelli che ricorda “ il motto di Silesius, un mistico del XIV secolo, si comprende perché una rosa è senza perché, fiorisce senza perché, non bada a se stessa, non si cura di chi la guarda “ e può essere l’immagine della nostra volontà a guarire.
E’ quel risanamento simbolico della fioritura che, come per la rosa, avverrà anche per noi, attraverso quel percorso che comunque avverrà, senza porsi troppe domande.
Renato Celeste
Pubblicato il 2015-12-31 11:36:31.
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