NOTIZIA COME, PERCHE’
Il significato degli auguri e del cambiamento per sé e per gli altri
Dopo i botti del primo dell’anno e l’ubriacatura delle feste, ecco il ritorno ai pensieri di tutti i giorni alimentati, tuttavia, dalle speranze di un anno migliore.
Le notizie della cronaca del mese appena trascorso, evidenziano i problemi degli immigrati, dei senza tetto e dei poveri che sono spesso abbandonati offrendo, specie nelle città, un’immagine di grande tristezza.
Capita di vedere a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, diversi malcapitati malvestiti, al freddo, per terra, con solo un cartone per giaciglio e dei giornali per coperta.
A lato, un bicchierino per raccogliere qualche moneta da qualche passante frettoloso che a volte dimostra di provare perfino fastidio per quella richiesta.
E’ uno spettacolo che riesce ad impietosire, in certi casi, solo in presenza di un cane che sembra essere il più affamato e il più fragile dei due.
Scene che, tuttavia, sono motivo della lotta di qualche sindaco a caccia di consensi e di voti in vista di prossime elezioni, quale promessa di pulizia cittadina con il divieto di accattonaggio
Viene allora da domandarsi: dove sono le istituzioni, le case di accoglienza, ma soprattutto, perché una persona deve essere offesa nella sua dignità e lasciata da sola con la sola colpa di non essere in grado di risolvere più i suoi problemi ?
Perché uno deve vivere con la speranza di un cambiamento senza la certezza di avere un aiuto concreto, un lavoro, una casa e la salvaguardia di quei diritti costituzionali che gli garantirebbero un’esistenza normale ?
Eppure non passa giorno che si moltiplicano gli appelli alla solidarietà, che si raccolgono fondi per aiutare questa o quella causa, senza avere però la certezza del buon fine degli stessi.
Ci si chiede ancora: cosa fanno i nostri governanti, oltre i litigi di sempre, per affrontare anche questi problemi pratici dal momento che per la soluzione di quelli teorici, sono sempre prodighi di ottime intenzioni ?
Il difficile in quest’anno della Misericordia iniziato con il Giubileo, sta nel capire che i problemi dell’altro iniziano con la difficoltà di noi stessi ad essere educati ad una diversa visione dei problemi e delle difficoltà da affrontare, perché è più semplice esemplificare ignorando l’altro.
Non è stato così per quella dottoressa di Novara che ha perso la vita mentre aiutava dei bambini soli in uno Stato lontano.
Ma non deve essere per forza un martire o una futura santa, come Madre Teresa di Calcutta, l’unica via, l’unico esempio, per arrivare ad aiutare chi si trova nello stato del bisogno.
I moniti lanciati e fatti, specie in periodi che tradizionalmente sono più favorevoli ad essere ascoltati, devono essere il viatico utile a mettere in atto quel cambiamento che ognuno spera di ottenere e di ricevere.
Questi, in fondo, rappresentano quegli auguri che dovrebbero essere sinceri per sé e per gli altri, insieme ai propositi di essere in grado di affrontare con un altro spirito l’anno nuovo.
Renato Celeste
Pubblicato il 2015-12-31 11:39:36.
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