ANALISI E FATTI SOCIALI
Alcune riflessioni sul modello sanitario e le sue applicazioni
Siamo alle solite problematiche alla ricerca di una sanità più efficiente ed efficace.
Purtroppo si leggono sempre nuove notizie che non mettono al “ centro “ la persona, ma un sistema che rischia di collassarsi per gli incidenti, le infezioni ospedaliere e la concessione di prestazioni in misura minore, invitando l’utente a pagare di tasca propria per poterle ottenere.
Nel mirino ci sono anche i medici di base (in gergo, di famiglia), tra l’incudine e il martello, ai quali si chiede sempre di più e li si invita ad essere “ parchi “ nello scrivere e oculati nelle prescrizioni, pena una rivalsa in denaro nei loro confronti se non é giustificata.
Ne deriva sfiducia da una parte e abbandono delle cure o trascuratezza nel farle da parte degli utenti, specie quando si trovano in difficoltà economiche che, dati i tempi attuali, non sono da sottovalutare.
Così, anche in certe corsie ospedaliere o in altri ambulatoriali sanitari regna il deserto e il tutto agisce come un “ boomerang” a scapito del personale dipendente, sanitario e non, che in caso di pensionamento non viene sostituito, lasciando il malato in balia di gente sfiduciata, depressa, insoddisfatta.
Se si sfogliano poi le cronache dei giornali, i fatti descritti vengono rilevati in tutte le regioni: in misura maggiore, là dove il sistema sanitario è più carente, in misura minore, in quelle tradizionalmente più ricche specie se vengono gestite senza scandali apparenti.
Troppe sono le pecche,tuttavia, a fronte di un decantato ed invidiato modello sanitario, che denuncia in realtà l’incuria, il pressapochismo, quando non lo scandalo di forniture fallate o di “ mazzette “ illegittime.
Si dice che sulla salute non si scherza, anche perché in caso di errore o di speculazione accertata, il danno è irreversibile.
Di contro, si riscontra l’impegno, la professionalità e l’umanità di medici , infermieri e di tecnici sanitari, per cui non è corretto generalizzare e lasciare che un gruppo ristretto di governanti o di dirigenti messi lì per fini politici, rovinino un impianto costruito da altri con coscienza ed onestà.
Occorre, all’analisi dei fatti, pensare di più a queste problematiche perché ognuno di noi, compresi i nostri famigliari, da soggetti possiamo diventare in ogni momento degli oggetti.
Delle persone, cioè, a volte lasciate sole, imbottite di tranquillanti per non disturbare troppo o in balia di un personale gravato da un carico di lavoro eccessivo, perché non si possono fare sostituzioni, specie nel fine settimana.
Quasi che il sabato o la domenica e le altre festività, sia proibito stare male con la prospettiva di finire in un pronto soccorso: un parcheggio dove accadono fatti di ogni tipo e si rischiano tempi di attesa lunghi per alcuni dei motivi appena descritti.
La colpa di chi è ?
Nella tela sanitaria intessuta da un simbolico ragno, verrebbero catturati diversi colpevoli .
Tra di loro, si trovano quei dirigenti che sanno teorizzare avendo per obiettivo il risparmio, perché ad ogni cambio di politica si trova sempre, chissà perché, un buco economico da dover ripianare.
Il panorama, dunque , è triste e l’analisi dello stesso non è confortante in una prospettiva immediata.
Il rischio è quello di un “ flop “, una caduta che non salva un settore al quale tutti i cittadini hanno il diritto di accedere e di veder garantito quel bisogno di salute, così come sancito dalla Costituzione.
Tutto il resto, compreso il prezioso apporto del volontariato, fa parte di quella coscienza e di quella valenza umana che qualifica una cultura, trasmessa a supporto e non a delega dell’impegno pubblico.
Renato Celeste
Pubblicato il 2016-04-28 12:03:37.
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