ANALISI E FATTI SOCIALI
Ripartire con l’onestà nell’interesse della nostra generazione e di quella futura
Il problema dei migranti è stato paragonato ad una catastrofe simile a quanto successo dopo il secondo conflitto mondiale e le conseguenze di allora, hanno dei risvolti simili alla situazione odierna.
Le guerre in atto, le speculazioni politiche nella ricerca del dominio di una nazione su un’altra e la prevaricazione dei popoli più forti, a danno di quelli più deboli, ingenerano una spirale che porta a persone disperate, prive di tutto, a cercare nella via di fuga un’àncora di salvezza.
E’ successo anche ai nostri connazionali in cerca di fortuna all’estero tanti anni fa e, senza avere problemi di questo tipo , capita a molti giovani neo laureati, ricchi di speranze e di entusiasmo, di dover cercare fuori dall’Italia quello che da noi non riescono a trovare.
Ma il fenomeno si allarga anche ad altre categorie, con studi od esperienze culturali diverse, costrette ad andarsene da casa per poter vivere in modo decente, farsi una posizione, mettere su famiglia.
E l’anello si chiude, per motivi analoghi, per le generazioni più vecchie che vedono in certi stati esteri dei paradisi artificiali, dove la loro pensione permette di fare una vita agiata mentre, in patria, serve a mala pena a tirare avanti.
Molte volte, neppure, per assolvere a delle rette nelle case di riposo “ non stellate “, o ad assumere una badante o una colf , in grado di accudirle perché i figli non sono in grado di sostenerli più di tanto.
Cosa sta succedendo ?
Dove sta andando la nostra società che, per gli immigrati, a seconda della sponda politica di appartenenza, apre o chiude i battenti di una porta, con le accuse più varie perché, di fatto, ben pensanti o moralisti che siano, queste persone non le vogliono ?
Che dire dei nostri giovani, in alcuni casi vere promesse della scienza che si affermeranno solo all’estero, dove viene loro garantita la possibilità della ricerca, o dei nostri vecchi costretti ad andarsene lasciando gli affetti più cari, perché fuori dall’Italia potranno vivere in modo decoroso ?
Interrogativi che potrebbero avere delle riposte se si incominciasse a livellare stipendi e pensioni da capogiro, almeno in parte, considerando una sperequazione sociale così alta che difficilmente è riscontrabile in altri Paesi.
Quanto descritto rappresenta solo un esempio, perché i settori di applicazione sarebbero molti: da quelli sportivi, a quelli televisivi, da quelli politici, a quelli di altre istituzioni.
Purtroppo si grida alla scandalo, ma nessuno osa usare le forbici per tagliare quel tessuto sociale così alto, dove la miopia più bieca risparmia lo “ status quo “, per cui il calciatore più gettonato costa tanti milioni di euro, che sarebbero in grado di rinnovare le attrezzature sanitarie di un reparto ospedaliero !
Oppure, scendendo a livelli più bassi, alcuni dei nostri dirigenti percepiscano delle retribuzioni che in certi Stati Europei e non solo, sarebbero sufficienti per tre persone.
“Mala tempora currunt “ (corrono brutti tempi) sostenevano i nostri Padri Latini, ma se le avversità sono una realtà, lo sono anche i fatti che quotidianamente ci scorrono davanti agli occhi.
A volte ci si rende conto che governare non deve essere un mestiere semplice.
Lo si vede anche nelle nostre piccole comunità, malate di pregiudizi, di pettegolezzi, di rivalità, di egoismi.
E, chi più ne ha, più ne metta, ma resta il fatto che chi è stato eletto da noi (e non solo dai partiti n.d.r), dovrebbe avere nel suo bagaglio culturale l’etica, ben sapendo che la sete del potere e le tentazioni del denaro, sono dei miraggi facili da riscontrare nei comportamenti disonesti.
Chi nel passato ha creduto in certi valori ed è riuscito a tramandarceli, facendo i dovuti sacrifici e a volte pagando di persona, rappresenta il punto per una ripartenza morale nell’interesse nostro e delle generazioni future.
Renato Celeste
Pubblicato il 2016-10-17 11:13:36.
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