NOTIZIA: COME, PERCHE’
Occorre rinnovare la società aiutando i giovani non solo economicamente, ma anche culturalmente
Il mese appena concluso è stato talmente prodigo di notizie da riempire pagine di carta stampata, e di spazi televisivi, con i commenti più disparati.
Per questa rubrica, tuttavia, alcune di queste meritano un ulteriore approfondimento perché sono già state accennate in altre occasioni, tenendo sempre presente che l’oggetto non può prescindere dalla persona e dai suoi problemi.
Ricordare la storia di quella ragazza che si é suicidata dopo aver divulgato un suo filmato intimo, che è stato poi messo nella rete mediatica o di quelle pseudo amiche che si sono comportate in modo analogo, ai danni di una minorenne dopo aver subito un stupro, incute rabbia e angoscia.
Sentimenti, che simboleggiano il degrado dell’utilizzo di mezzi che dovrebbero avere altre funzioni a supporto di una comunicazione che, in realtà, é il risultato di una vita isolata, senza una vera rete di amicizie, frutto di una non educazione all’uso corretto dei “ mass media “.
L’altra notizia in sé sconcertante, si riferisce alla campagna denigratoria contro quell’idea del Ministero della Salute che intendeva ricordare che una fertilità sempre più bassa, ha comportato una grave denatalità negli anni al punto da minacciare, nel tempo, la stessa esistenza di una nazione.
Sbagliato l’approccio ?
Sì nella sua forma pubblicitaria che ha distorto il vero problema, no nell’essenza del messaggio che rifletteva una realtà di fatto.
I correttivi, tuttavia, esistono e l’argomento non va sottovalutato se si vuole che un società possa progredire e trasmettere quei valori socio- culturali che la contraddistinguono.
Quanto sopra, non significa che non può mancare quell’impegno in grado di garantire quella natalità oggi rifiutata per molteplici cause e non solo quelle di tipo economico.
Di contro, la vera notizia che incute perplessità è quella legata agli esperimenti in atto in Inghilterra per utilizzare sistemi diversi dalla fecondazione naturale, utilizzando semplici cellule della pelle.
Come dire che la mamma non è più necessaria ad un bambino che potrebbe nascere in questo modo anche se un utero femminile agirebbe, come dice la professoressa Lucetta Scarafatta dell’Università La Sapienza di Roma, “ come un forno. Un utero in affitto, sinonimo dello sfruttamento del corpo femminile . E il bambino che potrebbe nascere viene trattato come un oggetto di fabbricazione”.
E, rincara : “credo che la ricerca debba fare altro, per esempio studiare come possiamo curare le malattie…La fatica, l’amore, la relazione non si possono ricreare artificialmente in laboratorio “.
Ma, anche il noto oncologo Umberto Veronesi, fautore della sperimentazione della scienza che non deve avere dei limiti ammette, “che la maggior parte delle donne non rinuncerebbe alla gioia di essere madre “.
Quanto sopra, nonostante che, “ dal punto di vista sociale ed evolutivo perdere l’esclusiva della procreazione potrebbe non essere uno svantaggio, perché la donna si libererebbe del tratto potenzialmente riduttivo della buona fattrice”.
Opinioni diverse che potrebbero aprire altre situazioni innaturali, ma soprattutto non sufficientemente sperimentabili, perché difficili da poter ridurre ad un modello matematico sul quale si fonda la scienza.
Lo studio della psiche umana, infatti, rimane sempre difficoltoso e cercare di capire in che modo un essere così concepito possa essere educato, con quali sentimenti, quali ideali o pensieri, penso sia difficile, se non impossibile da dimostrare.
Resta, tuttavia, valido un fatto: la nostra società abbisogna di un rinnovamento e non può essere solo quello gestito da una generazione di anziani che tende a conservare, il conservabile.
Per fare questo, come più volte scritto, bisogna aiutare i giovani non solo economicamente, ma anche con un approccio educativo diverso del concetto della maternità e della paternità.
Renato Celeste
Pubblicato il 2016-10-17 11:16:03.
Questa pubblicazione è stata richiesta 348531 volte.