NOTIZIA: COME, PERCHE’
Due storie locali con una vicenda umana significativa
La rubrica di questo mese si apre con due notizie locali: la scomparsa di un giornalista, a noi vicino, Gigi Busto, che ha significato molto per la stampa locale e la bella intervista rilasciata dalla dottoressa Daniela Degiovanni dell’ospedale di Casale Monferrato, al Corriere della Sera ad opera di Marco Imarisio.
Due commenti diversi, due storie simili negli intenti di essere persone, dalla parte della gente.
Il primo, rileva il desiderio di raccontare quello che succede in una piccola città di provincia, con un occhio di riguardo a quel mondo sanitario sempre chiacchierato , ma non in centri a misura d’uomo dove il malato sta davvero al centro, grazie alla professionalità e alla disponibilità del personale sanitario ed infermieristico.
Il secondo, invece, porta alla ribalta l’umanità di una dottoressa sempre in lotta per affrontare quella terribile malattia che è il mesotelioma pleurico, donando disponibilità ed affetto, a quei malati senza speranza di guarigione.
Due esempi che forse fuoriescono da quelle notizie con maggiore risonanza, come quelle di Dario Fo che, con la sua morte è stato oggetto di opinioni contrastanti per il modo in cui sono state celebrate le sue esequie : un’interpretazione chiassosa dei suoi estimatori o l’espressione reale di una sua volontà?
In quella vicenda, si è dimostrato molto accorto il cardinale Angelo Scola di Milano che ha compreso il dubbio dell’uomo sul significato dell’eternità, la cui soglia ora è stata varcata anche da lui.
Che dire poi dei massacri in Siria, delle vicende legate al terremoto, e a quelle legate alle gare di solidarietà, per le quali si sono attivati in tanti, dai cantanti, ai giocatori, agli uomini di spettacolo, ai politici dando così molto” fieno” alla carta stampata e alle reti televisive.
Notizie che ci invadano quotidianamente creando difficoltà nel doverle selezionare specie se riportano quelle di cronaca bianca per poter segnalare le buone azioni.
Ecco perché, in questo numero, si è voluto privilegiare quanto accade in posti che usualmente non vengono menzionati, perché poco conosciuti, con l’eccezione di quell’aspetto enogastronomico sempre molto apprezzato e ricercato.
E, bene ha fatto l’articolista del Corriere della Sera a riportare la storia di una donna che dai suoi primi passi nel mondo della medicina, ha scelto di approfondire un campo difficile seppure meritorio, qual é quello dell’oncologia.
Dire di Daniela, dei suoi malati, dell’associazione che li segue, “ La Vitas “, fino agli ultimi respiri della loro sofferenza è come riferirsi ad una figura quasi angelica che ci passa accanto, per fare coraggio aiutandoci in quei momenti difficili lenendo, il più possibile, il dolore di chi soffre.
Per quanto meritoria sia la sua opera bisogna ricordare, come lei stessa sostiene, l’impegno dei suoi collaboratori e dei volontari che l’aiutano giornalmente a svolgere un servizio altamente umano.
Tuttavia, bisogna anche ricordare quanto viene fatto attraverso quel servizio di trasporto gratuito per tutti quei malati bisognosi ed indigenti, denominato , “ Pulmino Amico”.
Oggi, i pulmini, si sono moltiplicati e con essi i volontari, mentre nei locali dell’ Hospice da lei diretto, si accolgono persone senza speranza, per poter morire in dignità , circondate dall’affetto dei loro cari e confortate da quel personale ricco di scienza e di cuore.
Un luogo sorridente, con quadri, disegni, a volte allietato da delle musiche, in grado di regalare ancora un sorriso pur nella tristezza di una vita che non è stata molto generosa per tutti.
Per questo, l ‘ Hospice è stato dedicato ad un vescovo della Diocesi di Casale Monferrato, Germano Zaccheo, mancato qualche anno fa ,quando si trovava in pellegrinaggio a Fatima.
Storie che vanno raccontate, anche se la penna che scrive è meno conosciuta.
Pubblicato il 2016-11-07 09:07:34.
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