NOTIZIA: COME, PERCHE’
Situazioni di emergenza vanno gestite con spirito di coesione e non con critiche gratuite o insulti ad effetto.
Il malcostume dell’insulto é diventato il “ leit-motiv” di una società, come l’attuale, dove tutto sembra lecito specie quando si pensa sia coperto dall’anonimato del web o dalla coesione del gruppo.
Gli esempi sono tanti: di va dall’insulto al politico, al cantante, al calciatore di grido, alle persone per le quali si nutre un profondo rancore perché , semplicemente, non la pensa come noi.
Fra le tante notizie terribili dello scorso mese (femminicidi, terremoti, valanghe, tanto per citare quelle più ricorrenti) ci sono da annoverare i commenti sui malanni degli altri, i consensi per chi è stato il mandante dell’uccisone dei suoi genitori, compiuto dall’amico di sempre come un gesto liberatorio verso l’autorevolezza della madre e del padre.
Ma non basta.
Ci sono stati i compiacimenti per l’improvviso ricovero del Presidente del Consiglio per il quale qualcuno aveva augurato una fine imminente.
Eppoi le prese di posizione contro gli immigrati, le minacce a suon di bastonate con riti di stile nazista o di segregazione razziale, come siamo stati abituati a vedere in quegli stati americani dove aleggia sempre quell’odio profondo verso l’immigrato, l’uomo nero che “ mangia i bambini “.
Eppure nella tragedia che ha colpito ancora una volta la nostra Italia Centrale , ci sono stati degli africani che hanno raccolto quello che potevano e fatto pervenire i soldi che per loro erano tanti per aiutare quei cittadini italiani così duramente colpiti in un dramma che non sembra avere mai fine.
Non basta: altre persone di colore sono andate come volontarie alla volta delle terre terremotate della nostra Italia per aiutare i fratelli bianchi così come questi ultimi partono, con i loro medici, le loro associazioni, cercando di sollevare le sofferenze di quel continente così martoriato.
Un Paese distrutto dalle guerre, depauperato dalle poche risorse utili a sopravvivere e sfruttato in quelle che potrebbero essere delle ricchezze , vittima di gente senza scrupoli dal comportamento vigliacco e violento che li usa per accumulare denaro e generare odio.
Un quadro a tinte fosche, ma non deve impressionare più di tanto.
Il problema esiste e va risolto non solo con le parole, ma con i fatti.
Gli insulti, invece, dovrebbero rappresentare solo quella messa in scena di persone che si nascondono per lanciare il sasso, ma ritirano subito la mano qualora fossero “ colti in castagna “.
Di questi atteggiamenti se ne sono visti diversi, specie nel corso dell’ultima campagna referendaria.
In quelle condizioni, si sa, tutto diventa colorito e gli epiteti sono all’ordine del giorno, ma quando si tratta di affrontare seriamente le cose bisogna essere uniti e coesi, lasciando da parte le polemiche per concentrarsi sull’aiuto concreto alle popolazioni de nostro Paese in stato di sofferenza.
Questo, in fondo, é stato anche il monito rivolto a tutte le espressioni politiche e sociali rivolte dal Capo dello Stato.
Questo dovrebbe essere il risultato di quel buon senso che, nel cercare ciò che è andato storto per poterlo correggere, non può ignorare il sacrificio e l’abnegazione di chi, rischiando anche la propria vita, è andato su posto e ha contribuito anche a salvare delle vite umane.
In questi, come in casi simili, avere atteggiamenti diversi, fare delle critiche gratuite o usare linguaggi che si pensa siano ad effetto denotano, in realtà, una latente incapacità a gestire simili situazioni.
Renato Celeste
Pubblicato il 2017-02-06 11:22:13.
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