ANALISI E FATTI SOCIALI
Una riflessione sulla nuova tendenza a trascorrere le festività, frequentando gli outelet
Il desiderio convulso di dover comprare sempre qualcosa, fa parte di quelle patologie mirate al soddisfacimento di un bisogno inconscio del proprio “IO”, secondo le teorie del fondatore della psicoanalisi.
Le motivazioni sono le stesse e denunciano un’ insoddisfazione a dei ritmi ripetitivi della propria esistenza: il bisogno di acquistare qualcosa fa parte di quel potere che ognuno ha di poter disporre a piacimento del proprio denaro, comprando delle cose a volte inutili o già possedute.
Consci di questo meccanismo, gli strateghi del mercato cercano di offrire un ventaglio di proposte appetibili, invogliando la potenziale clientela con sconti per tutto l’anno, anche se non si è ancora nei periodi dei saldi perché in quei casi gli stessi diventano maggiori.
Questa strategia è stata la fortuna degli “ Outelet “
E i risultati si vedono ogni giorno e ancor più nei fine settimana, la domenica e in altre festività.
Le motivazioni sono anche di tipo sociale: ti offro un luogo di aggregazione e di svago, anche per i bambini e la possibilità di poter comprare ad un prezzo competitivo ogni giorno.
Dietro l’angolo, tuttavia, la merce offerta è quella della stagione precedente, ma il compratore non va troppo per il sottile guardando i capi dell’ultima moda perché si tratta, comunque, di “ griffe “ firmate, che si possono indossare mostrando quella compensazione sociale solitamente appannaggio dei più ricchi.
Così, si vede di tutto e di più.
Generalmente, però, trova più facilmente il capo desiderato chi è fatto fisicamente in un certo modo, mentre chi ha qualche chilo di troppo o qualche rotolino di grasso, là dove non dovrebbe proprio esserci, alla fine si rassegna sconsolato, e ammette che è una moda adatta alle persone più giovani.
Ma le occasioni sono anche altre: ci sono le pentole, gli elettrodomestici, i pasticceri, i cioccolatieri, i bar, i luoghi per mangiare qualcosa, distributori di patatine, gelati o altre leccornie per i bambini tirati lì, quando avrebbero preferito essere in un altro posto, magari a giocare.
Però, dove?
Allora meglio andare all’outelet, dove si passano un po’ di ore, magari tutto il pomeriggio e si vede tanta gente (anche se non si parla con nessuno) ,si viene accolti con dei grandi sorrisi e la frase di rito: “ se ha bisogno, chiami pure” e solitamente si risponde, grazie, prima faccio un giro, magari ripasso.
“ Arrivederci signore , a presto “.
Ma chi mai usa con noi tanta gentilezza durante la settimana ?
Se compro dei gelati o dei cioccolatini però, in realtà costano di più che al supermercato, così è per le consumazioni di cibi e di bevande varie: “ ma vuoi mettere, in fondo siamo all’outelet “!
Fiutata la cosa i “ Tour Operator “ inseriscono, oltre ai monumenti , le chiese etc, anche gli outelet e le società che gestiscono i viaggi offrono pure la possibilità di raggiungerli usufruendo il servizio di appositi pullman, per l’andata e il ritorno, ma sempre per finalità sociali.
Peccato che adesso incominci la contestazione di chi non vorrebbe andar proprio a lavorare magari a Natale e a Pasqua, ma non sanno che ci sono dei supermercati aperti 24 ore su 24 ?
Non capiscono che c’è la crisi e guai a non avere il posto di lavoro ?
E chi vorrebbe santificare la festa (perché ce ne sono ancora n.d.r), hanno solo da farlo il giorno prima!
Ecco, in sintesi, lo spaccato odierno di una società che manca di molte cose: dai servizi ospedalieri che si riducono nei fine settimana, dai treni che non circolano nei giorni festivi, dai problemi di chi è solo specie in quei giorni.
Tuttavia, non bisogna scoraggiarsi perché c’è sempre qualcuno, dietro l’angolo, in grado di offrirci una soluzione.
Del resto noi siamo maestri di inventiva e ne a sappiamio una più del diavolo.
Renato Celeste
Pubblicato il 2017-04-28 12:43:24.
Questa pubblicazione è stata richiesta 348782 volte.