NOTIZIA: COME, PERCHE’
La notizia del mese è il nuovo inserto di un quotidiano che riporta ogni settimana le “Buone Notizie”: una sorta di prevenzione a descrivere quelle solo negative.
Martedì 19 settembre il Corriere della Sera è uscito con un nuovo inserto settimanale dal titolo accattivante: “ Buone Notizie”.
Un ‘uscita preannunciata e salutata con commenti positivi da lettori di culture diverse che, in un certo senso, riporta quelle notizie proposte proprio in questa rubrica riscuotendo tuttora (con i suoi limiti rispetto ad un grande quotidiano,ndr) consensi positivi.
L’idea, infatti, prese avvio con il fondatore del nostro giornale, can. Don Giuseppe Ferrando che apprezzò il taglio di una diffusione secondo un’altra prospettiva di eventi, non solo negativa.
Lo scrivente la propose dopo aver maturato in quel di Trento, quale studente della ben nota e chiacchierata facoltà di Sociologia, un’esperienza giornalistica fatta nel quotidiano “ Alto Adige “.
Fu una sorta di ribellione al voler descrivere dei fatti privilegiando quelli che si possono definire di “ cronaca nera”, che a lungo andare sono passibili di assuefazione.
Quasi un fastidio a dover far “ digerire” notizie seguite dai lettori basate perlopiù su dei fatti ed eventi delittuosi, ritenute più interessanti per un riscontro economico grazie ad un incremento della tiratura e alla conseguente vendita del giornale.
Tornando all’uscita delle nuove pagine del quotidiano milanese, tuttavia, lo stesso non ha riportato notizie legate al buonismo, ma ha tracciato una panoramica della società nella quale si mostrano diverse sfaccettature della vita quotidiana nella quale si evidenziano delle buone notizie nei vari settori della vita civile.
Come dire: non c’è solo un aspetto editoriale quando si redige un giornale, ma lo stesso si completa con argomenti variegati compresi quelli che mostrano un Paese che sa anche calarsi nelle realtà positive e non solo in quella buia panoramica fatta di violenze, omicidi e di stupri.
Un discorso che, in un periodico a tiratura solo locale richiede un’attenzione ancora diversa perché ci si conosce un po’ tutti e il danno, nel riportare o insistere in notizie solo negative è maggiore e non dà neppure quel ritorno economico, dovuto dalla vendita di alcune copie in più.
Se vogliamo analizzare il fenomeno sotto un profilo psicologico, si tratta di una cultura meramente provinciale, fondata più sul pettegolezzo che sulla validità di una notizia che, in certi casi, agisce da deterrente soprattutto nelle personalità più deboli, portandole a compiere degli atti impensabili, vuoi per la vergogna, vuoi per il discredito del proprio buon nome.
E i fatti avvenuti hanno dimostrato la verità di quanto descritto, specie in comunità piccole quando, nel migliore dei casi si sono riscontrati atteggiamenti negativi, divisioni , prese di posizione che hanno seminato zizzania in persone ritenute amiche.
Purtroppo, se si amplifica il discorso e si torna alla cronaca che quotidianamente fa parte della nostra vita , portare avanti certe idee risulta difficile ed impensabile.
Ecco perché nel nostro giornale si cerca sempre di segnalare alcuni fatti, come quelli di quel barbone che a Roma dà una lezione di civiltà raccogliendo i rifiuti mettendoli al loro posto nei cassonetti predisposti alla raccolta differenziata.
Oppure, con altrettanto coraggio, si ricorda quanto fatto da una dirigente scolastica di Rimini (città attualmente oggetto di diversi stupri, ndr) che invita i suoi alunni ad un abbigliamento consono a dispetto del concetto di un modo di vestirsi disinibito, senza rendersi conto di essere oggetto di insane pulsioni da parte di persone ossessionate, quando non sessualmente malate.
Forse, bisognerebbe alzare una barriera per arginare il fenomeno di un malcostume che invita i giovani a frequentare in ore sempre più tarde locali dove si annidano quei pericoli certamente presenti, anche se non cercati, nell’illusione di poter evadere e provare delle nuove ebbrezze.
Anche queste, sarebbero delle buone notizie, qualora le varie istituzioni (a partire dalla famiglia) ne prendessero coscienza.
Dover ricorrere ai ripari dopo , sarebbe sciocco.
Prevenire , aiuterebbe a non dover versare le lacrime di tanti genitori.
Renato Celeste
Pubblicato il 2017-10-05 06:01:06.
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