NOTIZIA, COME, PERCHE’
Le promesse elettorali e la validità delle mode quali riflessioni di una società civile
Alcune notizie dell’ultimo mese del 2017, richiedono alcune riflessioni e degli approfondimenti.
C’è stato nel bailamme politico istituzionale in vista delle prossime elezioni politiche, una serie di promesse, a parte delle varie componenti partitiche: dal bonus bebè, all’aiuto all’infanzia, dalla pietas per le persone anziane, alle tasse calmierate.
In poche parole una serie di benefici per tutti elargendo più soldi, fino promettere le dentiere di stato per quei tapini che non hanno più né il pane né i denti!
A questo punto la confusione aumenta e il commento é: “ non so per chi votare “ e cresce la diffidenza , tanto più che ogni qualvolta si tocca, ad esempio, l’argomento dei vitalizi tutti sono d’accordo con la lingua (semmai sarà un legge per chi verrà dopo, ndr), ma non con i fatti.
Di fronte ad una simile realtà, il naso di pinocchio è destinato ad allungarsi e le promesse valgono quello che valgono, anche perché con tutta la buona volontà, manca la risorsa principale (il denaro) per far fronte alle varie promesse.
Quanto espresso è dominio di tutte le cronache, ma quello che ha fatto più “ audience “ è stato il così detto “dress code” ( quale vestito mettersi a seconda delle occasioni) consigliato per le corsiste aspiranti alla magistratura.
Un putiferio scatenato dal gestore del corso(uno del Consiglio della Magistratura) che era prodigo di raccomandazioni per tutte le occasioni e non solo per l’abbigliamento.
Un flop al quale è seguito quello che tutti sanno, ma la riflessione amplifica un problema di sempre.
Infatti, c’è chi vuole sentirsi libero da imposizioni di etichetta e di costume e chi, al contrario, propone che, a seconda del luogo e delle situazioni, deve adeguarsi nell’abbigliamento, nel portamento e nel “ look”.
Sono regole che prendono l’avvio dall’autostima che viene interpretata secondo i momenti vissuti.
La storia, ad esempio, insegna che a seconda delle varie epoche, ci sono state delle mode e delle tendenze durante le quali si sono visti, uomini e donne in jeans, maschi capelloni o rasati, persone con piercing o tatuate, maschi baffuti dotati di barbe chilometriche fino al viso pulito, per non essere scambiati per dei….terroristi!
Per quanto concerne la moda, invece, il primato è delle donne alle quali si propone il capriccio del momento: abito lungo, medio o corto, minigonna o pantaloni o pantaloncini con il business della medicina estetica che strizza l’occhio anche al maschio che non sempre piace solo palestrato.
Come sempre, ciò che conta è l’equilibrio perché se é vero che l’abito non fa il monaco è anche vero il contrario per non cadere in quel comportamento definito “ kitsch “ (cattivo gusto) che non si addice ai cittadini di una nazione così detta civile.
Renato Celeste
Pubblicato il 2017-12-27 06:27:41.
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