ANALISI E FATTI SOCIALI
Bisognerà aspettare il prossimo Festival di Sanremo per risolvere i nostri problemi sanitari e assistenziali ?
Mai come quest’anno, il Festival di Sanremo alla sua sessantottesima edizione, ha fatto parlare di sé.
Il motivo è stato il “ taglio “ sul contenuto delle canzoni, alcune delle quali con un significato sociale e poi, sulla stessa falsariga, le problematiche di grande attualità comprese quelle relative alle immigrazioni.
Si è detto,invece e scritto molto come si sta riscrivendo, analizzandolo,il problema sociale legato ancora una volta al mondo sanitario .
Questa volta, tuttavia, si punta il dito sul perché delle lunghe code nel settore pubblico per avere delle prestazioni sanitarie e si scopre che, le stesse, non solo sono più brevi in quello privato, ma addirittura risultano più concorrenziali nei costi.
Come mai ?
Il perché è insito nella struttura stessa del modello sanitario,un vero vanto varato nel lontano 1978, snaturato nella sua essenza, per i comportamenti dei politici che si avvicendano.
Questi, infatti, a seconda della loro appartenenza a questo o a quel partito lamentano sempre i costi ereditati da chi li ha preceduti.
La chiave che sembra essere quella vincente, allora, in grado di aprire la porta agli utenti è quella del taglio delle spese, ma in quale modo ?
Innanzitutto non in maniera omogenea, ma differente, regione per regione.
Poi, non rinnovando posti di lavoro, accorpando reparti, eliminando quelle che sono ritenute (dagli amministratori) spese inutili negando l’umanizzazione che significa spazi liberi, isole di conforto con bevande, cura del verde all’esterno (quando c’è).
E, ancora, un vitto più appetibile non solo di tipo ospedaliero con la giustificazione che l’ospedale non è un albergo.
Va da sé che, con tutti questi tagli, le prestazioni slittano e l’utente che ne ha bisogno è costretto a rivolgersi alla struttura privata, meglio se convenzionata.
E qui, c’è la sorpresa: mentre il cittadino paga una cifra, la regione di appartenenza corrisponde alla struttura convenzionata molto di più e, in modo difforme.
Altro malcostume: l’intervento chirurgico viene fatto prima, anche quando non fosse necessario se ci si rivolge alla struttura privata o convenzionata.
Peccato che i medici sono gli stessi che operano in quella pubblica.
Questi dati si evincono da alcune ricerche sanitarie e da inchieste giornalistiche e reportage televisivi.
Analizzati in tale modo i fatti , il prossimo governo dovrà avere nel calendario dei suoi interventi questi ed altri problemi da risolvere nell’interesse e per la tutela, della salute dei suoi cittadini.
Si dice spesso e si spera, che il nuovo possa apportare dei benefici.
Io credo che, al di là di tutte le promesse fatte e dei buoni propositi avanzati dai singoli partiti per guadagnarsi la fiducia di tutti, non si possa ignorare l’aspetto sanitario e quello assistenziale della nostra popolazione.
Una popolazione dalle molteplici e differenziate esigenze specie se è più anziana.
Poi, ben vengano le altre provvidenze specie per i giovani, per il lavoro, per le famiglie.
Si tratta sempre e comunque di interventi necessari ma, come si dice in gergo , “ l’importante è la salute” , perché senza quella il mondo ci casca addosso.
Per capire e approfondire certe problematiche, bisognerà attendere il 69.mo Festival di Sanremo ?
Suonerebbe come una” ballata” con testi inerenti la nostra miseria umana.
Renato Celeste
Pubblicato il 2018-03-12 08:02:07.
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