NOTIZIA: COME, PERCHE’
Per certi usi e costumi, vale il detto popolare “ scherza con i fanti, ma lascia stare i santi “.
Non c’è limite al cattivo gusto e ad una moda che non può fare a meno di mettere” in piazza” i simboli religiosi della nostra cristianità.
L’ultimo esempio viene da una nota casa di moda della Lituania, che è poi stata messa al bando per quanto pubblicizzato, incorrendo in sanzioni e multe da parte dal suo governo .
La stessa, avverso le sanzioni applicate, inoltrava ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, ottenendone soddisfazione con il rigetto delle decisioni di quel governo.
In sostanza,quale era l’immagine offensiva per la morale comune ?
Si trattava di uno slogan pubblicitario che recitava: “ Madonna che vestito, Gesù che jeans”!
La Madonna in questione, era vestita in stile hippie, mentre “ il Cristo” era rappresentato tatuato a petto nudo e con i jeans abbassati”.
Ebbene , la Corte Suprema di Strasburgo, diede ragione alla casa di moda ribaltandone il verdetto di condanna, in quanto ritenuto non offensivo per la morale comune.
A questo punto, una provocazione: cosa capitò qualche anno fa a chi osò rappresentare con dei fumetti in modo satirico Maometto, in un giornale a Parigi ?
Come si vede, i giudici togati sono solo delle persone per le quali la legge non sempre viene interpretata in modo equo.
Soprattutto, cercando di analizzare il sentimento di un popolo,della sua cultura e dell’appartenenza ad un territorio.
Bisogna considerare ,inoltre, che ben più titolato del marchio Lituano, sono le case di moda e gli stilisti di altri Paesi, senza nulla togliere a chi cerca dei filoni diversi, prediligendo una fantasia che non è tale, in quanto offensiva e di dubbio marketing.
C’era già stata, in realtà, nel passato un’analoga polemica con la pensata di chi aveva reclamizzato dei pantaloncini jeans (Jesus) indossati da una modella che mostrava il suo avvenente lato “ B” con la scritta: “ Chi mi ama mi segua “.
Allora (era l’anno 1973) ci fu una levata di scudi con articoli e accuse varie di blasfemia, che aveva coinvolto l’opinione pubblica rimasta offesa,nonostante le diverse prese di posizione, da parte di intellettuali e personaggi di parte avversa.
In questo modo si alimentano le polemiche che, per stare nell’ambito strettamente religioso, non hanno senso in quanto va rispettata comunque la fede e il credo di ognuno.
La riserva avverso culture di altri Paesi è nel senso della necessità da parte loro, di un adattamento al luogo che le ospita, senza pretendere di voler imporre la propria convinzione religiosa.
Del resto, anche nel nostro democratico e civile Stato c’è una storia, una tradizione e una cultura sociale nel quale, come sancito dalla carta costituzionale, vi è libertà religiosa , ma non deve essere interpretata come un’esclusione dei nostri valori e ideali, con “ il timore “ di offendere qualcuno.
Certe prese di posizione, a mio avviso, del tipo : “ via il crocifisso, via il presepio,no a questo alimento etc”, non hanno una giustificazione, se non quella di un’ipocrita visione strumentalizzata da una visione della libertà a senso unico.
In conclusione, il detto popolare, “ scherza con i fanti, ma lascia stare i santi “, ha una sua logica e, per analogia, una sua morale.
Usare ,“ per fare cassetta “, l’immagine simbolo del cristiano o sfruttarne il pensiero
a meri fini commerciali è un fatto negativo così come lo è per le altre religioni sia che siano monoteiste che non.
Renato Celeste
Pubblicato il 2018-03-12 08:04:34.
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