NOTIZIA: COME, PERCHE’
Le tragedie delle guerre e le sofferenze di chi le subisce: un monito per tutti , ma non deve essere un espediente, per dimenticarsi anche dei problemi di casa nostra
Come di solito capita, il mese è portatore di molte notizie.
Alcune sono destinate ad impressionare.
Altre a fare breccia nelle coscienze di ognuno di noi.
Spesso, tuttavia, sia le prime che le seconde sono destinate ad essere cestinate nella cassetta della nostra memoria , come se non fossero mai successe.
E’ il destino , ad esempio, di quelle immagini di guerre a noi lontane eppure vicine grazie ai reportage televisivi, i giornali o i social network.
Protagonisti, come sempre, quelli più indifesi: bambini, donne, malati, anziani che cercano di fuggire alle bombe, alle distruzioni causate da odi, sete di potere,guadagno, speculazioni , senza sapere il perché
Così, per impressionare, si mostrano fotografie il più possibile ad effetto, mentre nelle stanze del potere non si sanno prendere delle decisioni per non urtare o innescare altre scintille e intanto la gente muore di fame, di stenti, di violenze.
Tutto questo senza avere garanzie sanitarie di nessun tipo perché gli ospedali vengono bombardati e non sono più tali, perché privi di tutto: di medici, di infermieri, di attrezzature, di medicinali.
Chi sa fa finta di non sapere e chi vede fa come San Tommaso: non crede, se non vede.
Ebbene, senza avere la pretesa di essere in odore di santità, anche a me è capitato di vedere e toccare, come si dice con mano, le sofferenze e i dolori di una coppia ancora giovane sfuggita da quell’inferno e in cerca di cure mediche da noi, in un nostro ospedale.
Ho letto negli occhi e nei visi di quegli operatori sanitari e non,tanta umanità che non era compassione, ma uno schietto desiderio di volerli aiutare a dispetto di una burocrazia becera ed inutile.
La moglie doveva eseguire dei prelievi: era dolorate e sofferente e c’erano le impegnative da fare…
Tutto è stato eseguito nel tentativo di sollevare queste povere persone che erano anche malnutrite tanto che fu detto al marito: “ ma questa donna deve mangiare per poter sopportar anche delle terapie contro il dolore “.
In questo modo si rimane ” toccati” dentro, anche se la miseria che si vede attorno spesso viene interpretata più come un “ racket “organizzato dai soliti personaggi senza scrupoli che si arricchiscono sulla pelle di tanti disgraziati promettendo loro la terra promessa dopo averli spogliati e derubati dei loro pochi averi.
Da qui la riflessione: dura, ed insieme impotente, specie quando si vedono altre persone che bivaccano senza meta, senza lavoro, senza casa e che vengono asserragliati in recinti come dei polli, pronti per la carneficina.
Non è giusto e non è umano anche perché analoga sorte è toccata a tanti nostri migranti.
Nel contempo, tuttavia, è disgustosa la speculazione su questi relitti umani così come mostrati nelle immagini con il terrore e la paura nei loro occhi.
Che fare ?
Chiunque governa o governerà deve pensarci, senza dimenticare, tuttavia, i nostri poveri anziani con una pensione da fame, case che non sono più tali e risorse così inutili da non potersi permettere neppure, la casa di riposo.
E se si aprisse il capitolo giovani, quello dei disoccupati, quello del lavoro che non c’è e non permette di mettere su famiglia, si aprirebbe un capitolo a tinte fosche, senza avere patito la tragedia della guerra.
Renato Celeste
Pubblicato il 2018-04-04 10:05:24.
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