ANALISI E FATTI SOCIALI
La sfida del terzo millennio è coabitare con il dialogo e la solidarietà
Zygmunt Bauman, noto studioso e sociologo scomparso nel 2017, ha commentato e analizzato il fenomeno dell’immigrazione avendolo, tra l’altro, provato in prima persona nella sua vita.
“ Noi siamo solo una pianeta, una sola umanità” è il sottotitolo di un suo libro “ Stranieri alle Porte “, edito dal Corriere della Sera, noto quotidiano italiano.
Un saggio facilmente reperibile e raccomandato per una visione più ampia di quanto sta succedendo in casa nostra.
Non è, tuttavia, questo lo scopo di questa rubrica perché al di là del fatto e del problema reale, si intravede la solita difficoltà comunicativa, perché si è esasperati, perché si è egoisti, perché e facile essere buonisti, ma è più difficile diventare realisti.
Quello che conta, davvero, è la dote della lungimiranza per aiutarci a comprendere quanto nei fatti, ognuno di noi è davvero vulnerabile.
Non occorre pensare solo a quello che sta succedendo oggi,ma anche a quello che capitava ieri.
Ieri c’erano i meridionali, i terroni, gli scansafatiche ritenuti tali anche all’estero.
Persone calpestate nella loro dignità, ma di fatto emarginate e sfruttate nei lavori più umili e servili, trattate come portatrici di malattie, di epidemie , di subculture negative e di vizi di ogni genere.
Eppure, noi Italiani, eravamo e siamo la “ brava gente “ al servizio degli altri, fantasiosi ed insieme solidali verso tutti, anche i diversi.
Gli esempi sono tanti e facilmente riscontrabili nel corso delle varie calamità e disastri ambientali causati sia dalla natura, sia dall’incuria dell’uomo e dalla sua sete
Inesauribile del denaro.
Quel denaro che ha, anche in molti casi un rapporto simoniaco con gli alti prelati, con corruzione e le solite deficienze sessuali che sfociano spesso nel peggiore male condannabile senza appello, dallo stesso Divin Salvatore: la pedofilia!
A questo punto ci si domanda: perché tutto questo ?
I fatti, tuttavia, sono come ben si sa, anche quelli positivi in grado di contrastare il marcio che è facile preda dell’animo umano.
Il degrado collettivo risulta, quindi, essere solo una parte della natura umana e, come sostiene anche lo studioso citato in apertura quando parla della “società liquida “, riporta un pensiero che va meditato, più che citato, per dimostrare di “ essere colti “.
Tornando al libro “ Stranieri alle porte “, nella prefazione , Donatella Di Cesare afferma tra l’altro : “La sfida del terzo millennio è coabitare…si tratta di condividere il passato in vista di un futuro comune…Il che è possibile grazie al dialogo…Questa è la via maestra per la solidarietà “.
Nelle poche righe citate, c’è quel programma per un investimento morale, adatto a tutte le categorie: politiche, ecclesiastiche,intellettuali, ma anche e, soprattutto, personali.
Un’analisi che, partendo da lontano mostra tuttora la validità di quel comun denominatore che, in fondo, appartiene a ciascuno di noi e che si chiama: coscienza:
Renato Celeste
Pubblicato il 2018-09-06 05:55:51.
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