ANALISI E FATTI SOCIALI
Incuria e indifferenza necessitano di una sorta di rieducazione per chi gestisce il potere
Ci sono dei fatti che denunciano l’incuria e l’indifferenza, quando non il menefreghismo verso le esigenze e i problemi degli altri.
L’analisi di questi fenomeni, denuncia quel malessere diffuso da tempo e che è difficile da trasformare in un benessere soggettivo ed oggettivo.
Prendiamo, ad esempio, quanto denunciato e riportato dalla stampa da Mons. Giampaolo Angelino, Presidente Nazionale dell’OFTAL (Opera Federativa Trasporti Ammalati Lourdes), in merito ai disagi patiti per viaggi lunghi e stressanti in treno.
Percorsi estenuanti in considerazione di certi malati, spesso allettati, che desiderano
fare questo viaggio di speranza e di fede, sorretti dalle cure e dall’assistenza disinteressata e amorevole, di personale medico,infermieristico e volontario.
Ebbene, questi treni, non godono di alcun privilegio (pur essendo regolarmente pagati per il loro servizio) e languono spesso in stazioni o in aperta campagna, per tempi indefiniti.
Le scuse sono diverse: ammodernamento della rete ferroviaria, precedenza ad altri convogli che, a seconda dello loro tipologia, hanno degli orari precisi da rispettare e altre motivazioni non ben definite.
Tutto questo avviene in un’era che ha sviluppato i trasporti, ma non nella stessa misura e, in questo caso , penalizza i più deboli e indifesi, che devono affrontare un viaggio costretti ad un orario maggiore, rispetto al passato.
Un altro motivo di analisi si riferisce alla tragedia del carcere romano di Rebibbia, dove una giovane mamma,(esasperata, in crisi di astinenza, con problematiche psichiatriche ?) si libera dei suoi due figlioletti gettandoli nella tromba delle scale dell’istituto di pena,nonostante il tentativo delle sue compagne di impedirglielo.
Il problema è quello sottolineato da diverse parti: perché i bambini (incolpevoli) devono vivere e convivere come se fossero loro stessi dei detenuti ?
Si denotano due fattori: la negatività dell’ambiente da una parte, per i minori e l’incapacità istituzionale dall’altra, di poter rieducare chi per diversi motivi ha trasgredito le leggi del vivere civile.
Tutto questo, considerando strutture non attrezzate clinicamente per poter affrontare queste situazioni.
Perché queste riflessioni considerando che si tratta di due esempi estremi: il trasporto dei malati sui treni, nel primo caso e l’incapacità istituzionale a dover gestire certe situazioni, nel secondo caso ?
L’analisi dei due fatti ha un comun denominatore: l’indifferenza e l’incuria.
Le stesse osservazioni valgono ogni qualvolta si devono affrontare problemi più grandi, come la gestione che si rende necessaria dopo un terremoto , il crollo di ponti (come a Genova), le calamità conseguenti a frane e alluvioni , eccetera.
Incuria, tuttavia, che non si manifesta mai tra i volontari, le forze dell’ordine e dagli stessi abitanti che ne sono usciti indenni dai disastri subiti.
Indifferenza, infine, dopo le ipocrite affermazioni di chi predica la solidarietà, ma di fatto, prende specula sulle disgrazie altrui.
Due modi di pensare, in sintesi, purtroppo veritieri e per i quali occorrerebbe davvero iniziare una rieducazione, ma questa volta finalizzata a chi gestisce il potere.
Celeste Renato
Pubblicato il 2018-10-02 07:53:00.
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