NOTIZIA, COME, PERCHE’
Il cambiamento degli usi e dei costumi nella società odierna
Probabilmente al tutto non siamo ancora abituati e facciamo fatica a comprendere il perché di tanti cambiamenti.
Le notizie della politica, ad esempio, sembrano essere le stesse di ieri e di ieri l’altro, ma non è così.
Infatti, nonostante le interpretazioni dei vari giornali e delle diverse tendenze, chi attualmente gestisce la cosa pubblica è e rimane un punto interrogativo.
Non è detto che nel passato sia stato tutto fatto alla luce del sole e cristallino: purtroppo il sospetto era ed è lo stesso e cioè, una volta saliti al potere è difficile poter conciliare quanto promesso, rispetto a quello che in realtà si può fare.
Da qui l’incertezza e l’aspettativa della gente che ha sperato e spera nel cambiamento, fino a quando non ci si rende conto che le cose non stanno proprio così.
Ad ogni buon conto, per non essere delle “ cassandre” bisogna aspettare a giudicare e sperare nel” Buon Dio”.Quello che non va bene, tuttavia, è il linguaggio scurrile e maleducato di chi ci rappresenta, non solo in Italia, ma anche all’estero.
che denota un bisogno di emergere usando anche il turpiloquio, se ritenuto necessario. Peggio, se al linguaggio verbale si aggiunge quello non verbale, che qualsiasi manuale di comunicazione sociale rivelerebbe infantile e adolescenziale.
Un comportamento simile a quei genitori non più giovani, che scimmiottano i figli nell’illusione di essere come loro, iniziando dall’abbigliamento, proseguendo nel linguaggio e” adornandosi “ di tatuaggi di qualunque specie.
Patetici e non autorevoli.
Illusi e incapaci a dare un messaggio educativo corretto ed efficace.
In più si ergono a “ paladini “ della giustizia ogni qualvolta i “ pargoli “ prendono dei richiami, perché lanciano sedie o che altro, all’indirizzo di chi ha OSATO insegnare loro come ci si comporta a scuola.
In certi casi poi, passano il segno, oltre che alle mani, mentre l’adolescente se la ride e intraprende delle strade poco ortodosse, fumando le prime “ canne “, bevendo e facendo altre cose , come se tutto fosse lecito e dovuto.
Un atteggiamento qualificato come “ bullismo” perdonato e scusato specie per i
maschietti, meno per le femminucce.
Allora suona l’allarme.
E’ quel codice verde destinato a trasformarsi in rosso,ma come detto, non è proprio tutta colpa loro.
La famiglia, infatti, quella istituzionale è deficitaria.
Se va bene, ci sono i compagni o le compagne (ogni riferimento al colore politico è meramente casuale ), le unioni si tingono con tutti i colori dell’arcobaleno e le donne intanto diventano mamme over 50 e anche 60.
In realtà sono, insomma, delle nonne più che delle madri perché quelle di ieri o ieri l’altro, a quelle età erano già mamme e raggiunto il traguardo delle cinquantenni o delle sessantenni, alcune di loro, magari potevano essere già nonne .
Lo stesso si può dire anche per i padri, pur considerandone un’età maggiore.
Ma scandalizzarsi non serve: con tanti vegliardi vivi e vegeti che ci sono al giorno
d’oggi, gli unici a sperare che questa abitudine possa cambiare, sono i dirigenti dell’INPS.
Una faccenda seria, nonostante i vari turpiloqui, gli insulti e le prese di posizione in
un sistema destinato a fare acqua da tutte le parti: una specie di “ tsunami” della nostra società.
Renato Celeste
Pubblicato il 2018-11-30 11:11:27.
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