ANALISI E FATTI SOCIALI
Quando l’innocenza di una bambina, fa la differenza
Quasi tutto l’anno la televisione,i giornali e i mass media, in generale,lanciano degli appelli per questa o quella associazione benefica, finalizzata ad una raccolta fondi per il raggiungimento dei loro scopi.
Come si vede è un panorama ampio ,ma a volte discutibile dove spesso sorge il dubbio, palese o inconscio,che il denaro raccolto o inviato, non vada proprio a buon fine perché prosciugato per strada da personaggi approfittatori senza scrupoli.
Per scongiurare questo pericolo, gli stessi enti pubblici o privati e le associazioni ”no profit” promettono che, quanto raccolto (grazie agli appelli fatti) verrà consegnato direttamente sul posto senza dover passare da un altro canale.
Se da una parte il tutto risulta essere una sorta di garanzia, dall’altra si acuisce il dubbio del buon fine dell’operazione e, in tale modo, la raccolta si divide in tanti canali, che diventano però meno importanti rispetto allo scopo principale.
Forse, per garantire questa finalità, c’è stato chi aveva proposto di “ tassare un po’ tutti “ commettendo però l’errore di fare , come si dice in gergo , “ di tutta un’erba un fascio “.
A questo punto,le rivendicazioni politiche e sociali avverse a questo pensiero, hanno indotto i governanti a rivedere il tutto facendo, come si suol dire, “ marcia indietro “.
Il fatto in sé dimostra o vuole dimostrare, che il raggiungimento di certi scopi non portano ad un reale beneficio economico in grado, cioè, di risollevare realmente le sorti di un’economia in difficoltà.
E, il punto dolens di chiunque governa, al di là delle promesse elettorali è quello di diventare competitivi da una parte, ma soprattutto quello di riuscire a garantire, dall’altra, quelle condizioni di vita dignitosa atte a raggiungere una vero benessere.
E’ un traguardo difficile e irto di “ spine “, ma è il pedaggio obbligato di chi è al potere.
Fatta questa analisi in sé ovvia, ma realistica, ecco che le difficoltà sono insite nel riconoscerle e, per poterle superare, oltre all’esperienza e alla buona volontà bisognerebbe avere due doti fondamentali:l’umiltà e l’onestà.
Chiunque sieda sui banchi di comando di qualsiasi formazione politica, dovrebbe essere consapevole dell’importanza di queste affermazioni senza gettare via ciò che è stato fatto di buono, pur con l’intenzione di voler fare meglio.
Tornando alla validità delle associazioni benefiche e del volontariato in genere, si tratta di vere stampelle che sostengono l’apparato socio-assistenziale per sopperire alle carenze delle amministrazioni pubbliche.
Una forza-lavoro gratuita e disinteressata, anche se a volte nasconde la bieca
determinazione di avvoltoi che cercano nei disgraziati , terremotati e indigenti le loro magre sfortunate prede.
Un messaggio letto nel desiderio della piccola Giulia, che si rivolge alla mamma
esprimendo il desiderio che i suoi giocattoli vadano ai bambini più poveri.
Il “ Sogno di Giulia “ si è trasformato in una associazione che ha sede a Cagliari per volere di sua madre.
La stessa, raccoglie di tutto per i piccoli sfortunati e meno abbienti: coperte, lettini, passeggini, materiale scolastico e quanto può essere di aiuto a famiglie che versano in condizioni di vita difficile.
Con quale coraggio si potrebbe pensare di tassare questa finalità nata dal volere di una bambina ?
E’ solo un esempio. Una goccia nel mare dell’indifferenza e dell’egoismo.
Renato Celeste
Pubblicato il 2018-12-31 04:39:45.
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