ANALISI E FATTI SOCIALI
Pazienza , metodo ed umiltà, per sconfiggere la violenza
Nel comportamento collettivo, di solito si osservano degli atteggiamenti che mai individualmente sarebbero simili.
L’esempio primo viene dallo sport e, in particolare, da quello del gioco del calcio.
Tifosi turbolenti si riuniscono e sono pronti, per via dell’effetto folla, a manifestare una violenza verbale e, a volte, purtroppo fisica, fino ai casi estremi dove ci scappa pure il morto.
Analogo atteggiamento si riscontra nella violenza di gruppo ai danni di una persona indifesa: può essere una violenza fine a se stessa( che rasenta la cattiveria), fino a quella manifestata negli atti di bullismo o di abuso sessuale.
Gli studiosi di scienze sociali ed in particolare, gli psicologi e i medici psichiatri, riscontrano queste manifestazioni già nell’età adolescenziale quando sottopongono a dei bambini dei test, per riscontrarne la predisposizione.
Così se si proietta un film con delle scene di violenza (fisiche, verbali, etc.), al termine dello stesso si osserva negli stessi spettatori, una certa aggressività.
Tutto il contrario se lo spettacolo proposto è di un altro genere.
L’analisi dei fatti che vengono riportati quotidianamente dimostrano come, nell’adulto, questi episodi e manifestazioni abbiamo un reale riscontro a quanto affermato.
In Francia, ad esempio, le manifestazioni svolte dai “gilet gialli” ne sono state una prova evidente e da noi, quelle dei” no tav, si tav” delle altre, perché accanto alle
rivendicazioni di entrambe le parti, si sono aggiunti soggetti estranei che incitavano alla violenza.
L’effetto “ folla “, a questo punto, tende a dilatarsi fino a far crescere nella coscienza collettiva un rifiuto all’ordine costituito specie se lo stesso regolamenta solo alcune categorie di persone.
Anche nella storia, passata e recente del resto, si è visto come questi passaggi hanno poi portato ad un capovolgimento del potere che, per difendere se stesso, ha usato a sua volta dei metodi sbrigativi (senza badare troppo all’etica) per sedare le ribellioni.
Si tratta di sentimenti negativi ed estremi, ma comprensibili nell’immaginario collettivo a difesa delle proprie ragioni, fino a quando l’effetto folla rovescia davvero ciò che non corrisponde alle regole e alle promesse elettorali a suo tempo fatte.
Lo studio del sociale attraverso i suoi cultori diventa allora un mezzo di osservazione e di valutazione coerente ai bisogni reali delle persone.
Dimenticare questo ( da parte di qualsiasi tendenza politica) significa non essere in grado di affrontare le situazioni e di volerle comunque strumentalizzare per le proprie finalità.
Resta il fatto che la gente desidera poter vivere in serenità, nell’ambito di tutti quei principi costituzionali che la legge garantisce.
Iniziamo, dunque, dall’alto usando un metodo che non sia solo quello della prepotenza, della saccenteria e del “ so tutto io “, ascoltando davvero quello che la gente chiede che, in fondo, è fatto di richieste legittime.
Con pazienza, metodo e magari un po’ di umiltà.
Renato Celeste
Pubblicato il 2019-01-26 05:05:06.
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