UN’ECCELLENZA SPRECATA:IL PADIGLIONE DELLE MALATTIE INFETTIVE
Inaugurata nel 2003, oggi è diventata la Cenerentola della nostra sanità
In queste giornate stiamo seguendo con trepidazione l’evolversi del Coronavirus che, dalla Cina, si sta diffondendo rapidamente lasciando sgomenti non solo gli abitanti del colosso asiatico, ma anche quelli di tutto il mondo.
Mentre tutti seguono i successi e i regressi di questo virus sconosciuto, con la speranza di sconfiggerlo con un vaccino mirato, la memoria mi porta a quanto di importante esisteva nel nostro ospedale.
Sono gli anni in cui tutto cresceva, compreso l’ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato, che vide l’inaugurazione con progetto finanziato in toto dal Ministero della Sanità, un nuovo Padiglione per le Malattie Infettive.
Un gioiello, oggi quasi inesistente e ridotto con un solo medico che gestisce un ambulatorio a piano terra.
Allora, la Città, visse un momento eccezionale perché ospitò un congresso scientifico di alto livello, con la partecipazione dei luminari di quella specializzazione (ne cito uno per tutti: l’immunologo Fernando Aiuti ormai scomparso).
Erano gli anni in cui si diffondeva l’Aids, e il nostro centro era una sorta di riferimento non solo per la nostra provincia, dove affluivano pazienti infettati da Hiv.
La struttura, naturalmente, era abilitata a curare anche altre infezioni virali.
La stessa era dotatadi strumentazioni avveniristiche e composta da un organico medico, infermieristico ed ausiliario, in grado di affrontare qualunque emergenza clinica.
Il Congresso fu un successo.
Il tutto era ubicato all’Auditorium San Filippoannesso al Seminario Diocesano ed in altre prestigiose sedi cittadine.
In quell’occasione furono fatte diverse relazioni scientifiche con il supporto di mezzi audiovisivi da parte dei maggiori specialisti convenuti non solo dall’ Italia.
Per garantirne la funzionalità e l’efficacia, fu necessario requisire strutture alberghiere anche al di fuori di Casale Monferrato.
Nei locali del seminario, inoltre, era stato attivato un servizio mensa organizzato dalla Scuola Alberghiera cittadina” Artusi”, per facilitare i lavori congressuali senza ulteriori trasferimenti.
Ci fu anche una cena di gala a sostegno della comunità Mondo X (fondata da Padre Eligio Gelmini) per il recupero dei tossicodipendenti, nel ristorante del castello di Cozzo Lomellina, che era gestito dagli operatori e dagli stessi utenti.
Fin qui la storia di una realtà sanitaria di eccellenza, destinata nel tempo a subire diverse trasformazioni su input delle Giunte Regionali (diversamente colorate), preoccupate più dei bilanci ereditati dalle amministrazioni precedenti, che dei malati.
Peccato che, da allora, quel gioiello si sia svilito,senza la lungimiranza di quelle infezioni che sarebbero accadute, oltre a quelle dell’Hiv, e che ne avrebbero giustificato a maggior ragione la validità.
Invece, Il” Santo Spirito” di Casale è la Cenerentola del momento e l’occhio corre su
una sorta di abbandono che avrebbe proprio bisogno dell’intercessione di quello spirito che ha già festeggiato i “Cinquecento Anni “della sua esistenza.
Renato Celeste
Pubblicato il 2020-02-20 02:39:31.
Questa pubblicazione è stata richiesta 348815 volte.