COMUNICAZIONE EFFICACE MA CHIARA
Un commento, fra i tanti, va ancora fatto in merito alla ben nota infezione del Coronavirus e si riferisce alla chiarezza necessaria nel dover comunicare in modo corretto, quanto è avvenuto e quello che potrebbe ancora succedere.
Dal momento, infatti, che si è presa coscienza della realtà di un qualcosa di ignoto, vi è il dovere di usare quei canali comunicativi che solo un esperto di quella disciplina è in grado di utilizzare.
E questo perché, in tale modo, viene fatta una sintesi equa tra la politica, l’istituzione e il mondo sanitario , evitando allarmismi, paure e panico senza sottovalutare, tuttavia, un pericolo che esiste davvero.
Questo perché, da un lato la gente pensa che certe misure siano eccessive , ma dall’altro sottovaluta una situazione di difficile interpretazione, perché non si possono fare delle previsioni sul suo andamento.
Vi è poi un altro atteggiamento irresponsabile da parte di certa gioventù, che si ritiene indenne avendo delle difese immunitarie certamente più agguerrite di quelle della popolazione più anziana.
Persone per le quali bisognerebbe avere un atteggiamento diverso, anche se le statistiche non sono clementi nei loro riguardi considerandole già perdute e, pertanto, le stesse spesso vengono abbandonate al loro destino.
E’ l’atteggiamento usuale, in un’economia sanitaria sempre in lotta con i costi, per far posto ad un altro paziente con meno problematiche di salute.
Un’etica che non è tale e fa a pugni con il “Giuramento” di Ippocrate, in nome di una miope contraddizione tra i doveri del sanitario e i conti dei burocrati, spesso incapaci a proporre delle soluzioni a salvaguardia della dignità della persona, specie se malata e indifesa.
I numeri, in questi casi, non giustificano l’assenza di quel sentimento della Pietas” di cui Madre Teresa (oggi santa), ne ha tracciato un esempio di vita, raccogliendo moribondi e confortandoli dando le stesse regole al suo Ordine, insegnando l’amore e il sacrificio per il prossimo di qualsiasi razza e religione.
Ma tant’è, in una società egoistica come la nostra dove “L’IO” prevale al posto del “Noi”, tutto è legittimato e giustificato, da quel cinico atteggiamento verso il “ vecchio” ormai inutile, perché improduttivo e costoso per un’ assistenza ritenuta ormai “terminale “.
Così, lo stesso, diventa una facile preda per strutture socio-assistenziali dirette da gente senza scrupoli e cuore che li accoglie come una merce redditizia: che tristezza!
La comunicazione diventa allora solo un mezzo per far conoscere o dovrebbe essere anche formazione, in una società che, in fondo, anche nella sua storia recente e passata, ha vissuto analoghe vicissitudini ?
Non sono, forse, gli stessi virologi che ce lo raccontano imputando all’uomo lo sconvolgimento di un eco sistema ben visibile a tutti, dei disboscamenti , degli inquinamenti, delle costruzioni selvagge ?
Di quali canali si è avvalso il mondo produttivo di oggi, per allarmare, fare le sintesi, le interpretazioni di questo o quel virologo di nome?
A livello televisivo è stato utilizzato dapprima un conduttore delle rubriche della salute, ma non aveva un’audience sufficiente pur nella sua competenza, perché quella trasmissione la vedevano in pochi; allora è stato utilizzato quello del mondo dello spettacolo, attualmente in auge in molte trasmissioni.
Nulla da eccepire sulla sua popolarità, ma ogni cittadino vorrebbe essere rassicurato anche da un medico o da uno scienziato ,però senza tessere di partito, perché la strumentalizzazione sulla pelle della gente non è etico ed é vergognoso.
Ecco perché la comunicazione deve avvenire in modo corretto, senza far presagire
che quanto sta accandendo probabilmente era già in embrione, ma è stato taciuto, sperando nella speranza di trovarsi di fronte solito ciclo influenzale.
Un periodo che ha sempre avuto i suoi morti specie tra i non vaccinati, gli affetti da altre patologie, quindi tuttonel normale iter stagionale.
Sarebbe grave, se fosse così, soprattutto disonesto e non si può pensare solo alle gravi conseguenze economiche (che ci saranno), indipendentemente da quello che già si vede da parte di altri Stati nei nostri confronti.
Un comportamento assurdo nei confronti di un Paese, come il Nostro, faro di civiltà per tutto il mondo con gente generosa e solidale con tutti.
Non serve un nuovo “ Savonarola” per capire tutto questo.
Occorre credere nel nostro ingegno e nelle nostre eccellenze.
E, per farlo,bisogna affidarsi a quel canale comunicativo sincero e non strumentale.
Renato Celeste
Pubblicato il 2020-03-08 06:36:36.
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