LA RISORSA
Nel corso di questi periodi nei quali siamo entrati nella cosidetta fase due, in cui lo Stato e le Regioni con i loro argomenti costituzionali stanno cercando una “quadra” alle metrature varie, ritorna d’attualità e “ il vecchietto”, dove lo metto?
Abbandonata l’ipotesi di tenerlo recluso a tempo indeterminato, anche perché bisognerebbe mettersi d’accordo sulle fasce d’età biologiche e mentali, si cerca un compromesso per giustificarne gli impedimenti a difesa della sua presunta salute.
Si dà la colpa ad un esercito di scienziati,non sempre lineari nelle previsioni, ma di fatto,la spinta al rinnovamento fa acqua quando si osservano certe menti tuttora in sella nei vari apparati istituzionali con stipendi e pensioni di “ alto profilo “.
Questo, naturalmente, non giustifica che il fiume d’oro goduto debba essere un appannaggio nei secoli e beneficiato dagli eredi, semmai calmierato nella giusta proporzione riconoscendone il valore aggiunto, ma non la ricchezza fine a se stessa.
Al di là dell’ironia, esperienza, saggezza e lungimiranza sono un patrimonio di persone più mature che non solo nella storia passata , ma anche in quella più recente, hanno dato prova della loro validità.
Gli esempi sono molti.
Oltre al citato geriatra Carlo Vergani, troviamo delle menti superiori quali, ad esempio, l’oncologo Umberto Veronesi, la scienziata premio nobel per la Medicina Rita Levi Montalcini ed altre personalità sia italiane che straniere conosciute in tutto il mondo.
Che dire poi dei Santi, dei Papi,di altre figure religiose anche appartenenti ad altre confessioni ?
In ognuno di loro la mente, l’intelligenza, la cultura, la fede o altre doti hanno segnato i tempi sconfessando quella definizione che la vecchiaia è in sé già una malattia.
Al di là di questa panoramica di menti superiori, scendendo a livelli più umani, c’è l’anziano che aiuta le scolaresche(se non ci sarà un robot in futuro), il volontario delle varie associazioni benefiche e soprattutto i nonni una risorsa preziosissima.
Tra le varie testimonianze, ho letto su un quotidiano la lettera di un giovane ventiquattrenne, che dice no alle RSA come sono concepite e spiega a modo suo quale dovrebbe essere il futuro di persone sagge per le quali bisogna avere rispetto e riconoscenza per quanto fatto per la generazione di oggi.
Non so se prima di scrivere queste parole ad effetto, sia stato colpito sulla “ Via di Damasco” o semplicemente abbia sentito nella sua coscienza un rigurgito di umanità!
Poi, bisogna considerare la sofferenza di chi non più giovane, si senta emarginato con percorsi differenziati (sempre per tutelare la sua salute) e non valutare la depressione, l’ansia e l’isolamento dove lo si vorrebbe mantenere…
Quale scienziato sarebbe in grado di soppesare il bene e il male per la salute di queste persone se si sentono ancora attive, piene di energia e di voglia di vivere ?
Non è forse importante per motivi salutistici fare movimenti, avere contatti sociali,passeggiate, manifestazioni di affetto, solo perché ritenuti più vulnerabili e magari veicolo di chissà quali infezioni che nessuno ancora conosce?
Sia chiaro,non è una difesa fine a se stessa e d’altra parte continuo a non capire l’importanza di dover fare giocare a tutti i costi dei giovani, per timore di dover sospendere un campionato per la mera motivazione economica.
Oltre al pericolo diretto, non sarebbero anche loro nella lista di eventuali contagi ?
Impariamo a valutare il peso reale dell’avvio di questa fase due: bisogna conoscere prima,valutare ed imparare a selezionare, a modificare certi comportamenti perché
la società del futuro sarà comunque diversa per tutti.
Renato Celeste
Pubblicato il 2020-05-16 03:57:43.
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