LA PROVA
Lunedì 18 maggio si è entrati nell’agognata fase due ,dopo lo sosta forzata imposta da un virus mortale, degno del parto di un maestro del thriller.
La vicenda, tuttavia,sarà oggetto di scene a tinte chiare- scure, forse più buie che illuminate , finché sul “campo” non si osserveranno comportamenti responsabili anche perché,nonostante i vari tentativi, nessuno al momento ha la sfera di cristallo.
La prova, testata tra la gente, ha mostrato, infatti, atteggiamenti di euforia, di titubanza, di attesa, mentre lo spauracchio di un’economia con un trend in continua discesa sembra dare ragione alle “ Cassandre “ interpreti del più fosco pessimismo.
Uscire dal tunnel, significa imparare ad adattarsi ad uno stile di vita diverso mentre si è osservato nella prima “libera uscita”, la voglia di lasciarsi tutto alle spalle, come se quanto vissuto non fosse appartenente alla vita reale.
Purtroppo il freno tirato a mano è sempre un mezzo dal duplice significato: da una parte la prudenza, dall’altra la paura di non farcela, di fallire.
Meglio lasciarci le “ piume “ per il virus o per la fame ?
In attesa di capire, ammesso che si possa essere in quello status, le generazioni meno responsabili si sono date alla “ pazza gioia “, stando gomito a gomito, alzando
I calici dell’ignoranza e deridendo quanti giravano con la museruola della mascheri-
na.
Tutto questo mentre i “ tapini” del commercio, dei negozi, delle chiese, dei bar e dei ristoranti, cercano di far quadrare i conti, metro alla mano,per poter catturare la fauna di una clientela improbabile, ma necessaria.
Tutto come prima, dunque ?
Ho già scritto che, in ogni caso, non potrà esserci una società come quella finora vissuta se, da parte nostra,dei politici, dei governanti, degli educatori e delle istituzioni non verranno adottate misure diverse.
Si legge, ad esempio, che l’inquinamento è un facile veicolo di contagio.
Si cerca di fare tutto “ green “ (quel colore verde di tante tasche), con piste ciclabili ,bonus per biciclette, monopattini, (li vedete gli anziani novelli corridori e anche quelli più giovani a pedalare nelle città) con tutto il pericolo del traffico?
Già, la città con almeno 50.000 abitanti, perché i piccoli centri e i “ poveri vecchi “ son già fortunati se riescono ad andare a piedi!
E questa alzata di “ ingegno “, vale per tutte le stagioni sperando nei buoni uffici del Padreterno o è limitata alla bella stagione ?
E le chiese, dopo le metrature varie, se non c’è posto, ti consigliano di stare fuori o di ascoltare per il tuo bene la S. Messa alla televisione ?
Constato sul “ campo “ in una chiesa cittadina: tutti preoccupati a segnare i posti per la prossima apertura ,mentre una straniera su comando telefonico, eseguiva foto con il cellulare incurante di quanto stava avvenendo.
Nello scorso numero, si è incominciato a raccontare dell’angoscia di chi non è più giovane: saranno diversi gli argomenti per questa generazione scartata con la scusa di proteggerla , ma in realtà la si deprime ancora di più togliendole quell’aspettativa affettiva che nessun virus ha il diritto di negarle.
Rimangono, nel frattempo, le solite magagne che hanno fatto vittime anche nelle case dove si è stati confinati per mesi: è quel virus che nella psichiatria, una scienza,
afferma che nessuno è veramente normale.
E se si osservano certi specialisti, qualche dubbio sorge anche per loro.
Le eccezioni, per fortuna sono state e sono molte sia nella loro classe che in quella infermieristica
E perché no ?
Anche in quella della gente comune, dei volontari, dei nostri genitori e dei nostri nonni.
Renato Celeste
Pubblicato il 2020-05-23 04:27:07.
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