IL SEGNALE DEL CAMBIAMENTO
Il mese di giugno si apre con la speranza di un ritorno alla normalità, sempre, comunque, con la spada di “Damocle” pronta a ributtarci in quell’oscuro periodo appena trascorso, causa un virus micidiale che dovrebbe insegnarci un cambio di passo.
Sembrerebbero tempi molto lontani: si è scritto molto, si sono ascoltate diverse versioni, ma resta in ognuno il dubbio e l’incertezza.
Forse, anche la paura, un sentimento che impedisce di osare ma che non deve, tuttavia, dominare la nostra reattività insieme al desiderio di quel cambiamento che avviene in ogni “era”, in sovrapposizione a quella precedente.
L’abbiamo già scritto e lo ripetiamo in questo contesto: ieri la famiglia poggiava su certi principi con regole ben precise; oggi, il senso della libertà vera o presunta, sembra dover e voler legittimare tutto.
Quel tutto che solitamente una classe più giovane vuole raggiungere presto, lasciandosi alle spalle imposizioni, divieti, raccomandazioni ritenute appartenenti ad un altro mondo tanto da dirti: “ma dove vivi, non vedi cosa capita intorno”?
Certamente è sempre stato così, solo che la generazione precedente non lo ricorda:
anzi è più portata a credere a ciò che era vietato e allora, nel tentativo (maldestro) di essere moderni, ha incominciato a cedere, ad allentare certe regole
Però, quando lo fa, scimmiotta in realtà quello che non è più possibile e adeguato alla propria età.
Purtroppo, la carta d’identità svela l’età biologica, anche se quella che uno sente di avere è diversa e quindi, ricorre ai tatuaggi, si veste in modo giovanile ( patetico), si stringe gli abiti…
Tutto questo anche se lo specialista a cui fa riferimento (chirurgo estetico) sembra suggerire, quello che in realtà pensa: “ma per piacere… si dia una mossa, non si vede allo specchio”?
Così si cede sempre di più e i piccoli pargoli da te allevati ben presto (complice la tecnologia) ti fanno fare una figuraccia che te la ricordi per tutta la vita.
Allora, cominciamo a mettere un po’ d’ordine: fin qui è lecito, oltre no.
Fino a prova contraria il compito dei genitori è formativo ed educativo.
Poi, ci sarà la scuola e ci saranno le altre istituzioni che dovrebbero, a loro volta, svolgere il loro ruolo per costruire una società diversa, a misura d’uomo.
Le colpe, quindi, le hanno anche le generazioni adulte quando pensano solo a fare “cassa”, carriere, gestire potere, mentre per i figli hanno sempre meno tempo disponibile.
Bisognerebbe, invece, consigliare atteggiamenti onesti (qui casca l’asino) per una vita più serena, meno egoistica ed interessata.
Per quanto accennato, diamoci una mossa!
Vogliamo fare un esempio?
Di solito quando manca qualcuno si pensa più a quello che ha lasciato materialmente e meno moralmente.
Molto vero e significativo anche perché nonostante i conti (che non tornano mai) bisogna poter pensare all’imprevisto, a quello che può accadere anche se subito c’è chi sostiene:” ma in questo modo, non si vive più”.
Già, ma quale valore dai alla tua vita se il cambio tra il bene e il male, vede solo quest’ultimo in vantaggio?
Sarebbe un insulto per quanti si sono sacrificati per salvarci la vita e, forse, l’anima
negli ultimi mesi appena vissuti, mentre c’è già qualcuno che prevede un nuovo
picco del micidiale Coronavirus, per la prossima stagione autunnale.
Un modo irriconoscente e superficiale di valutare le cose siano esse positive che negative.
Purtroppo, bisognerebbe imparare che quanto accaduto è un altro segnale di un cambiamento per il quale, adesso, dobbiamo essere preparati.
Renato Celeste
Pubblicato il 2020-05-30 06:26:52.
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