NOTIZIA COME PERCHE’
CI RICORDIAMO DEI DIRITTI DEGLI ANZIANI?
Si è appena concluso l’appuntamento elettorale, che già entra in fibrillazione il mondo politico di questa e quella fazione.
L’alchimia del risultato induce a scenari conflittuali, destinati a durare a lungo quasi come il famigerato Covid- 19 del quale, ad oggi, nessuna “ Cassandra “ne sa prevedere la fine.
Al di là di questo “flash”, che non rientra nell’argomento che si vuole trattare, il timore è il riscontro di un certo immobilismo destinato a far riflettere, così come l’attesa di quei cambiamenti sempre promessi (specie nelle campagne elettorali),ma mai realizzati.
Tra questi, l’insoluta questione delle persone anziane che, in una società come l’odierna , rappresenta un problema di forma più che di sostanza.
Bene ha scritto, sull’argomento ,il Presidente della Comunità di Sant’Egidio quando ritorna su un argomento di diritto alla salute che deve essere uguale per tutti, indipendentemente dall’età e fa il punto su una situazione illogica in una società costituita da molte persone anziane.
Le stesse, sono tuttora una risorsa o rappresentano un pericolo per la salute pubblica?
Chi oggi porta a casa il famigerato virus infettando famigliari, amici, conoscenti ?
Forse persone segregate nelle strutture alle quali vengono private relazioni con
figli, parenti, amici ?
Altro che “ distanziamento fisico “, qui si tratta di un vero e proprio allontanamento sociale!
Un ghetto dove, “ chiuso il recinto“, non c’è possibilità di contagio.
Come ai tempi di Nostro Signore con i lebbrosi, della Peste ben descritta dal grande Alessandro Manzoni o di altre pandemie dove c’era di tutto:dal bambino all’anziano!
Quindi, di cosa soffre di più una persona anziana quando viene privata della sua libertà di espressione, della sua affettività, del suo mondo, nel quale ha sempre vissuto e relazionato?
Questa è allora una società civile che si basa sulle esperienze culturali di chi ha i capelli bianchi o piuttosto rappresenta la saccenza di chi ostenta tatuaggi in ogni centimetro della sua pelle e magari è pure beneficiario del reddito di cittadinanza ?
Le parole ,rispetto , dignità, tradizione, amore etc non sono l’elenco telefonico di una società “ demodé “ dove è usuale dire: ma in che mondo vivi ?
Già, noi siamo abituati al fenomeno di gregge: tutti vestiti secondo i dettami della moda del momento che, se non propone le sue innovazioni, non vende più.
Non importa se i pantaloni sono stretti e non riesci ad allacciarli o troppo larghi fino a perderli, oppure se le gonne a volte sono troppo corte oppure troppo lunghe e le scarpe devono avere il tacco 12, anche se poi rischi cadute e patologie varie.
L’importante è essere come gli altri !
O.K! ma in tutto questo calderone perché si devono rinchiudere gli anziani, somministrare tranquillanti così non rompono la notte o dare delle purghe efficaci con cadenza settimanale per farli stare a letto tutto il giorno per non disturbare!.
Sono case di riposo o luoghi dove aspetti di morire ?
Il concetto socio assistenziale di oggi è vecchio e superato.
Di questo si deve occupare la compagine governativa ( se ne è capace) non importa di quale colore sia.
E per quelli che non sono ghettizzati ,riconosciamo la validità della loro presenza, come nonni, come persone sagge che hanno dei diritti a vivere dignitosamente, dopo aver donato tutto, non solo in termini economici.
Non priviamoli delle loro relazioni sociali e cerchiamo di avere per loro un po’ di riconoscenza se proprio non riusciamo più ad avere altri sentimenti.
Fortuna che il quadro descritto ha sempre mostrato anche il contrario.
L’abbiamo visto nei sacrifici del personale medico e non,nella gente comune, nei sacerdoti,nelle suore, nei volontari, nei giovani .
Soprattutto ,l’abbiamo vissuto partecipando con le lacrime di chi non ha potuto più vedere i suoi cari, quando sono stati portati via come dei pacchi senza saperne neppure la destinazione.
Renato Celeste
Pubblicato il 2020-09-29 03:38:04.
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