ANALISI E FATTI SOCIALI
La solidarietà è una generosa risposta ai momenti difficili ,ma non va sprecata con promesse fasulle
Il nostro modello societario è in evoluzione , dinamico e non statico.
Ciò non significa che non sia soggetto, proprio perché dinamico, a dei contraccolpi che minano ad una stabilità conquistata nel tempo.
E’ di ieri lo sforzo collettivo delle celebrazioni dei “ 150 anni “ dell’Unità d’Italia; è di oggi l’intenzione di non irridere al sacrificio di tanti giovani che, per perseguire degli ideali, sono stati pronti a sacrificarsi.
Sembrerebbe un paradosso eppure la volontà di essere solidali, come lo erano state le generazioni del passato, non lascia indifferenti neppure quelle di oggi.
Si trovano, infatti, sempre di più dei giovani pronti a raccogliere l’invito ad unirsi con le loro energie ed il loro entusiasmo a quanti si dedicano agli altri, portando quella sana ventata di altruismo che è difficile riscontrare nelle ideologie politiche.
La crisi dei valori e quella continua di carattere economico ha disilluso una massa di persone che crede, a torto, di riscontare nei giovani solo del disinteresse.
L’errore, in realtà, sta nel non saper offrire delle alternative, approfittandosi di quei ragazzi pronti a tutto, senza saper offrire in controparte anche un’offerta credibile.
Niente lavoro, scandali su scandali, prebende continue, finanziamenti per cause inesistenti,quando non illecite.
Contributi statali a giornali, radio e televisioni di parte, senza un vero riscontro di gradimenti da parte di un lettore o di uno spettatore, mentre altre testate che portano avanti un messaggio costruttivo, rischiano di chiudere per mancanza di fondi .
Un altro colpo a dei lavoratori la cui esperienza è disattesa e inutilizzata.
Di contro, la chiamata alla solidarietà (che il sociologo Durkheim definirebbe di tipo meccanico, n.d.r) riscontrata anche nella recente calamità che ha colpito l’Emilia Romagna, ha dato una risposta a quei centri di potere spesso prodighi di promesse e meno di interventi concreti.
L’analisi di questo fatto, come di altri simili, dimostra il desiderio di sentirsi utili attraverso gesti ed azioni che qualificano questa parte della società, destinata a dare un domani delle alternative alle prossime generazioni.
Tra gli episodi riportati, anche quello di un giovane prete che ha voluto condividere la sorte dei suoi fedeli ,vivendo con loro e qualificandosi nel suo ruolo, in un paese devastato dal terremoto.
Non occorre indicarlo nel libro degli eroi, ma in quello dei fortunati che, ricordandosi del suo ministero, ha rovistato tra le macerie della sua chiesa per mettere in salvo “ Il santissimo “.
Tra gli ideali perseguiti, in questo caso, c’é quello della fede, quale riscontro di una solidarietà evangelica.
Gli esempi riportati sono molti e, in tanti di essi, la generosità e l’entusiasmo dei giovani rappresentano un comune denominatore in grado di far riflettere di più su quanto viene loro offerto.
In uno stato che sappia davvero governare, bisogna tenere nella giusta considerazione le aspettative e i bisogni dei cittadini, per non esasperare in loro il fenomeno della ribellione alle ingiustizie subite.
La gente, in fondo, è sempre stata pronta a chinare il capo quando risultava necessario ; ha risposto donando anche i propri figli, catapultandoli in avventure belliche spesso non volute , in nome di un ipotetico ideale di pace e di benessere per i popoli.
A fronte di risposte così generose, tuttavia, spiace osservare la conservazione di privilegi e di diritti, come se fossero il risultato di un’eredità dovuta .
Un beneficio continuo destinato a moltiplicarsi a vantaggio di pochi e a scapito di molti .
Un segnale che non può essere disatteso all’infinito perché , superando un certo limite, si innesca un pericoloso “ boomerang “ dagli effetti non prevedibili.
Renato Celeste
Pubblicato il 2012-05-27 03:22:49.
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