L’importanza dell’organizzazione e della competenza nell’assistenza sanitaria e non
La medicina di oggi è sempre più oggetto di indagini, inchieste, colpevolizzazioni nel tentativo di “sporcare” una scienza al servizio dell’uomo.
La diatriba servizio, oppure mera scienza, è una falsa impostazione dell’Arte Medica e qualsiasi analisi del fenomeno non può ignorare il fatto che la persona, vero centro di qualsiasi riforma sanitaria, si aspetta dal medico e dal suo operare, la disponibilità a curare.
Curare, nel senso di intervenire con una terapia idonea per sconfiggere il dolore, ma anche con l’aspettativa di una vita qualitativamente migliore, rispetto al proprio “ status “ di malato.
Si tratta di parole significative alle quali devono seguire i fatti, come in realtà avviene anche nelle situazioni a noi vicine eppure ignote, per quanti non pensano che “ il problema “ possa diventare un loro problema.
Nel nostro territorio, così come in altre località che vivono analoghe situazioni, esistono medici, infermieri, psicologi ed altri professionisti della salute, nonché volontari, che si fanno carico di queste problematiche, rivolgendosi anche ai famigliari che devono sopportare l’iter di una strada spesso senza ritorno .
Una strada difficile da superare emotivamente, dovendo sopportare anche gli sbalzi umorali di chi soffre e al quale bisogna garantire ,tuttavia, assistenza, affetto e comprensione.
Nella formazione e negli aggiornamenti professionali un’attenzione rilevante va posta al proprio “ Sé “, come introspezione e valorizzazione di una conoscenza personale, in grado di rivolgere poi la propria disponibilità alla cura e all’assistenza degli altri.
In questo, Georg Groddek , allievo di Sigmund Freud e pioniere della medicina psicosomatica, sviluppa una corrente di pensiero idonea a comprendere come un corpo malato sottointende una psiche fragile, che abbisogna di cure e di attenzioni.
Va da sé che la persona con una vita serena, in specie nel suo ambito famigliare, si aspetta da chi lo cura un rapporto relazionale positivo che lo possa aiutare a superare le sue difficoltà di salute sia fisiche che psichiche e chi, invece, vive in un clima familiare negativo, quando non assente, abbisogna di un’assistenza più mirata.
Anche l’ambiente assistenziale, in assenza di quello famigliare, richiede un’impostazione simile a quello di una “ Casa “ e lo sforzo di quanti seguono questa tipologia di pazienti, richiede ulteriori competenze dalle quali non si può mai escludere l’apporto affettivo.
L’occasione di queste riflessioni che saranno lette ad estate inoltrata è stata la conoscenza di un medico responsabile sanitario e scientifico di una struttura per malati terminali in grado di seguirli anche al di fuori dell’aspetto residenziale, con la sua équipe che presta servizio gratuito a domicilio.
Si tratta di un aspetto che rivaluta la classe medica e tutta quella professionalmente correlata e che, insieme, lancia un messaggio per quel prezioso ed insostituibile apporto del personale volontario che deve, essere motivato e preparato in modo corretto.
Del resto, anche uscendo dal campo strettamente medico, l’analisi di quanto sia importante la competenza di chi si è messo a disposizione per i terremotati delle Regioni colpite dal sisma del mese di maggio , denota la necessità di un’organizzazione a diversi livelli, oltre alla necessità di un contributo economico.
Messaggi che, anche le presenze spirituali di diversi credo e per noi, soprattutto del Papa, stanno ad indicare che la visita personale a luoghi e persone così duramente colpite, non sono una “ fatto “ voluto da un Essere Sovrannaturale, ma un evento di vicinanza,di solidarietà e di fede.
Osservazioni certamente difficili da concepire, specie per chi è stato segnato nel dolore con la perdita di persone care e di cose legate ai sacrifici spesso di una vita.
Si tratta, per concludere, di un’analisi severa per quei governanti o quei parlamentari che, con la filosofia dello struzzo che si insabbia per non vedere, dimostra un atteggiamento volubile ed indifferente anche se, con le parole, è prodigo di grande comprensione e partecipazione.
Renato Celeste
Pubblicato il 2012-06-28 11:29:36.
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