NOTIZIA: COME, PERCHE’
La speranza in una vita migliore si conquista con il coraggio, l’esempio e l’amore
Il professor Umberto Veronesi, noto oncologo conosciuto in tutto il mondo, è un medico chirurgo che nella sua vita, nonostante gli anni, ha effettuato ventimila interventi chirurgici l’ultimo dei quali solo nello scorso mese di giugno.
E’ uno scienziato innovativo nella tecnica, negli studi e nelle proposte cliniche e, in una recentissima intervista in cui è stato “ messo a nudo “ da un abile e noto giornalista, ha confermato, tra l’altro, di non credere in Dio.
Tuttavia, non l’ha detto con la superbia di chi fa riferimento solo alla scienza, ma con l’animo di chi pensa che un Essere Sovrannaturale non può essere insensibile, ad esempio, di fronte ad un bambino che muore di cancro tra mille sofferenze.
Il commento, non semplice, è che Dio é “ Amore “ per tutte le Creature, al punto che ha sacrificato il Suo stesso Figlio e, certamente, si serve anche dello” strumento - uomo-medico”, per aiutare e lenire le sofferenze di ognuno di noi.
Del resto lo stesso Veronesi dice di piangere con la sua infermiera, di fronte ad un insuccesso e si comporta come un” Padre “ per i suoi pazienti, al punto che afferma : “ di fronte alla malattia bisogna trovare parole che trasmettano sempre speranza o, se possibile, certezza nella guarigione”.
In fondo, sono frasi ed affermazioni di fede, non necessariamente religiose, ma di fiducia in qualcosa o in qualcuno a noi superiore.
Se il professore- medico, da sempre è al servizio dei malati, altri dottori che hanno fatto il giuramento di “ Ippocrate “, una volta laureati, si perdono nei meandri dei facili guadagni a scapito della salute della gente, alimentando un mercato legale , con pochi scrupoli morali.
In questo modo si “ sporca “ una categoria facendone ” di tutta un’erba un fascio”, ma fortunatamente non è proprio così e lo possiamo constatare anche nella conoscenza diretta di altri medici, magari con meno titoli, ma con più “ coscienza “ professionale.
Tra le tante notizie nella coda di un mese “ arroventato “, non solo per gli sbalzi termici, alcune a volte sfuggono e fanno pensare, come quelle di due giovani madri con storie diverse eppure simili.
Una tetraplegica, seguita dai sanitari del policlinico di Abano Terme che porta a termine la sua gravidanza con una bella bambina.
L’altra, invece, di Roma che lascia questo mondo dopo due gravidanze non riuscite ed una terza vissuta con il cancro .
Una “ mamma coraggio “ che ha sospeso coscientemente qualsiasi terapia per salvare suo figlio come fece anni fa la santa Giovanna Beretta Molla ,morta il 28 aprile 1962 a Magenta .
Vicende di forte impatto emotivo, quasi consequenziali ai messaggi del Pontefice in occasione della “ Settima Giornata Mondiale della Famiglia” celebrata a Milano, l’uno, il due e il tre giugno, di quest’anno.
In quei giorni, Sua Santità Benedetto XVI^, tra le molte parole dette, ad una piccola Vietnamita che gli chiedeva della sua fanciullezza, ha ricordato la sua famiglia” come il Paradiso che spera di ritrovare nell’altra vita ”.
E, a conclusione di una cronaca tutta diversa, non si può ignorare il pensiero della giovane mamma romana reso noto dal marito ai suoi funerali : “ l’amore è l’unica cosa che conta... su questo saremo giudicati e donare la vita per questo scopo è una cosa bellissima, perchè il fine ultimo della nostra vita terrena è il Paradiso… “
Renato Celeste
Pubblicato il 2012-06-28 11:35:51.
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