NOTIZIA. COME, PERCHE’
Le notizie non sono solo futili e ci sono anche di quelle più impegnate
Il mese di settembre ci ha regalato delle notizie amene ed altre più interessanti per una valutazione sociale di oggi.
Tra le prime, i soliti concorsi di bellezza che nascondono desideri inconsci (delle mamme) che vorrebbero un futuro facile per le loro figlie.
Le prescelte, però, sono poche e lasciano alle altre delusioni destinate ad assorbirsi con il tempo.
Un altro punto di orgoglio (sempre per mamma e papà questa volta), è rappresentato dalle gare canore in cui i giovani “ marmocchi “ imitano i grandi già arrivati alle luci del palcoscenico.
I bambini piacciono sempre e le loro esibizioni a volte sono migliori di quelle di cantanti già affermati.
Tutto questo, senza essere moralisti, fa un po’ “ a pugni” con quello che dovrebbe essere il ruolo del bambino in fase evolutiva, dove i punti di riferimento del mondo adulto non possono identificarsi in un’unica direzione.
Lo spettacolo, tuttavia, piace ma rischia di sfalsare l’aspettativa di chi in questo modo imita un mondo non suo che dovrebbe essere giocoso e adatto all’età che si sta vivendo.
Come dire: va bene tutto, ma “ ogni frutto ha la sua stagione “ e non deve essere forzata quella dell’infanzia e dell’adolescenza.
Un’altra nota effimera, ma quanto durerà? È la corsa ai pacchi televisivi , cioè a quelli in grado di illudere e di deludere, in un tempo molto limitato.
Note di costume, quasi un mezzo per eludere altri problemi che ci affliggono da tempo.
Tralasciando le notizie di questo genere per essere “indulgenti “ a non voler disquisire sugli “ Scoop “ fatti a sue altezze britanniche, ecco che tra le buone notizie rileviamo la ripresa degli oratori.
Luoghi, cioè, di socializzazione dove i giovani vengono accolti, educati e rapportati alla società in cui si calano con mezzi e strumenti nuovi, senza dimenticare la validità della tradizione e i valori che sottintendono.
Un’apertura nuova che sa entusiasmare il religioso e il laico ad una “ chiamata “ non solo di tipo vocazionale, ma a quella del concetto del “ servizio “ per l’altro.
Come dire: io adulto, cerco di immedesimarmi nelle tue esigenze giovanili, imparando a conoscere il tuo mondo e la sua nuova tecnologia e ti propongo degli stili di vita che ti aiutano a crescere e a superare quelle difficoltà proprie della tua età.
Un ritorno rivisto e corretto alle metodologie e alle esperienze di altri educatori, alcuni dei quali anche Santi.
La notizia è stata accolta con entusiasmo, questa volta da tutti quei genitori che stanno vivendo questa fortunata parentesi magari da loro stessi vissuta nella loro adolescenza.
Bisogna rilevare che il ruolo istituzionale della Chiesa si affianca a quello della famiglia e della scuola con la convinzione di percorrere una strada utile per i giovani.
Si tratta, in fondo, di un’altra proposta meno roboante di quelle descritte all’inizio, ma certamente valida per una corretta fase evolutiva.
C’è da augurarsi che questa buona notizia possa fare da volano nelle diverse sedi diocesane che sapranno individuare quelle persone pronte ad essere disponibili per questo servizio sociale.
Renato Celeste
Pubblicato il 2012-10-03 10:16:04.
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