ANALISI E FATTI SOCIALI
Uno spaccato di vita ospedaliera, tra speranze e ipotesi di miglioramento
Ci sono dei momenti nella vita che si viene a contatto con un mondo a noi non consueto, ma che è in grado di segnare comportamenti, aspettative, atteggiamenti.
E’ il passaggio ospedaliero che può essere causato da malattie, da incidenti, dalla necessità di dover subire interventi chirurgici, per i quali si spera in atti risolutivi per poter riconquistare quel benessere perduto magari in via saltuaria.
Dopo la verifica medica, le analisi e i controlli programmati, in alcuni casi c’è l’ingresso in quella struttura sanitaria scelta o obbligata e inizia un processo di adattamento fisico e psichico.
Sembreranno cose ovvie, ma già dal primo impatto mattutino (quasi sempre prima dell’alba)il riposo diventa un optional a scapito di notti insonni, perché c’è la febbre da misurare (anche se uno non ce l’ha), il prelievo da fare, le pastiglie da ingurgitare, perché il protocollo o il programma lo prevede.
Poi,il cambio del personale, infermieristico e non, l’ impresa di pulizia, i cicalecci, i reportage di chi ha passato la notte, le colazioni sempre disturbate per vedere, finalmente, l’arrivo dei camici bianchi….
A volte sono passaggi frettolosi, altre volte più impegnativi, ma se volete sapere qualcosa sulla vostra salute risponderanno: “ prima dobbiamo vedere gli esiti “.
Esiti correlati ad altri controlli e la vita, dopo altri esami clinici, magari fatti a ridosso del pranzo, continua con il tentativo di recuperare il sonno dopo pranzo.
Poi ci sono le visite, magari il vicino di letto che sta male o russa….quindi arriva la cena, altre visite dei parenti e degli amici,infine il silenzio e si spera in una giornata migliore.
Fin qui il racconto in modo sintetico, ma si tratta di adattamenti continui attraverso l’esercizio di una pazienza costante per tutto il periodo della degenza.
Quello che emerge, tuttavia, anche se non viene osservato clinicamente è il disturbo non solo fisico, ma anche psichico che incide negativamente, come è stato dimostrato in diversi studi, sul proprio stato di salute.
Nei corsi di formazione, di solito, quando vengono fatti, il personale è addestrato alla manualità, all’efficacia e all’efficienza, secondo un progetto economico imposto dall’alto e seguito in modo gerarchico.
Anche qui i costi pesano e le giornate in più, se non sono ritenute necessarie, vanno eliminate così come tutte quelle note correlate al cibo (perché l’ospedale non è un hotel a quattro stelle ), al letto,alla camera, ai mobili, alla privacy e alla stessa formazione psicologica (per carità, più che valida).
Fattori che qualsiasi ministro della sanità o della salute, come dir si voglia, dovrebbe conoscere più a fondo e ribellarsi ai “ tagli “ malsani in quella che è la salute, una conquista, ma anche un diritto per tutti.
E, se fosse davvero una questione di soldi,contribuisca a pagare chi ce li ha e non il solito “ Pantalone “.
Renato Celeste
Pubblicato il 2012-11-01 03:44:50.
Questa pubblicazione è stata richiesta 348789 volte.