ANALISI E FATTI SOCIALI
I messaggi simbolici delle festività
Le prossime festività racchiudono diversi messaggi simbolici che invitano a fare delle riflessioni coerenti e responsabili per le future generazioni
La speranza in un natale diverso e, soprattutto, in un anno migliore è il volano di una società bombardata quasi quotidianamente dal timore di anni bui destinati a durare ancora a lungo.
In casi come questi, si rimane disorientati anche perché sembrerebbero le premesse per un sistema al collasso quale facile preda di un mondo che cova al suo interno, spiriti rivoluzionari.
Del resto ne abbiamo visti diversi esempi e , nel timore di cadere sempre più in basso, non si trova facilmente il coraggio di reagire perché non si sa a quale condottiero potersi riferire.
Si scomodano gli studiosi di scienze sociali e, a seconda della loro professionalità e competenza, ognuno dà la sua interpretazione cercando di creare un argine ad un malessere sempre più diffuso.
Guardando al passato, gli economisti più famosi sono stati buoni profeti, ma i loro richiami il più delle volte sono caduti nel vuoto, perché abbagliati da un benessere crescente reso evidente dall’incremento dei consumi.
Tuttavia, con il tempo, ci si è resi conto che il benessere era una chimera che non rispecchiava la realtà e per frenare facili entusiasmi era necessario attivare una politica di rigore e di risparmio.
Questo nuovo corso ha però inciso negativamente sui consumi penalizzando, di fatto, la stessa economia.
Così, mentre si assiste da un lato alla stessa voglia di spendere tanto da non credere ad un periodo di crisi (i ristoranti sono sempre pieni, le vacanze si fanno lo stesso, le macchine sono sempre più grandi, etc. etc.), dall’altro c’è chi va al supermercato con il foglietto indicativo per fare solo acquisti limitati.
E, se la variabile fossero le offerte, l’attenzione si concentra su quelle eliminando il superfluo.
Due pesi e due misure, dunque?
Neanche per sogno!
Chi può continua a spendere, chi può di meno e non vuole darlo a vedere, piuttosto fa delle rate, ma non rinuncia alle vacanze anche le più costose , mentre lo squattrinato rinuncia salvaguardando la sua dignità.
Guardando al passato, quest’ultimo modo di fare era il “leit-motiv” di alcuni nostri grandi uomini di stato.
Un pensiero, purtroppo, troppo distante da molti politici che li hanno seguiti, sporcando la credibilità anche di quelli che sono stati sempre onesti.
La disaffezione a questo modello di vita, rappresentato dal comportamento negativo di persone alle quali avevamo riposto la nostra fiducia, è poi peggiorata per gli atteggiamenti amorali, quando non immorali, delle stesse.
Un modo negativo di interpretare il ruolo pubblico ed istituzionale, che non può tollerare queste basse cadute di stile.
Ecco: le festività imminenti nel loro messaggio simbolico, dovrebbero invitare e invitarci, a delle riflessioni reali, utili per fare delle scelte responsabili ed insieme positive, per le prossime generazioni.
Una critica costruttiva, che non deve avvalorare solo delle tesi di parte, facendo tesoro anche di quelle esperienze di ieri, quando rappresentano dei punti fermi negli ideali e nei valori della nostra cultura.
Come sempre, prima di distruggere bisogna avere delle valide alternative, ma se non ci sono è inutile costruire dei castelli senza averne tracciato prima le fondamenta.
Renato Celeste
Pubblicato il 2012-11-27 05:39:22.
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