La nave costruita in cantina
CENNI STORICI DEL "ROBERT E. LEE"
Nella seconda metà del 1800, volendo incrementare il commercio del cotone, del legno da costruzione e del trasporto passeggeri, le compagnie americane usarono i fiumi come vie di comunicazione.
I fiumi però, non erano facili da percorrere a causa della variabilità della profondità e delle caratteristiche del territorio.
Le merci perciò, viaggiavano su zattere che discendevano il territorio fino a raggiungere i porti fluviali sul Mississippi quindi venivano trasbordate sui grandi battelli a vapore per raggiungere le varie destinazioni.
Fulton e Livingston montarono per primi macchine a vapore sui grandi battelli, facilitando la navigazione contro corrente.
Le macchine a vapore furono perfezionate nel tempo, diventando sempre più potenti e pericolose rischiando, molto spesso, l’esplosione, a causa delle altissime pressioni a cui venivano sottoposte.
La potenza serviva a muovere grosse ruote a pale, posizionate o sui lati dell’imbarcazione o a poppa, che andava anche a vantaggio della velocità, ispirando la competizione, per cui si organizzarono fantastiche gare che proclamavano il vincitore “il più veloce battello del Grande fiume"
Il Robert E. Lee, lungo 87 m ( 285,5 piedi) e largo 14 m (46 piedi), fu costruito a New Albany nell’Indiana, nel 1866 e costò al suo proprietario, il capitano John W. Cannon, oltre 200,000 $.
Fu chiamato Robert E. Lee in onore dell’omonimo Generale, comandante in capo degli Stati Confederati d’America.
Il Lee divenne famoso per aver vinto, nel 1870, la gara da St. Louis a New Orleans, contro il Natchez, sulla distanza di 1857 km (1154 miglia), in 3 giorni, 18 ore e 14 minuti, contro i 3 giorni,21 ore e 58 minuti dell’avversario.
Il Robert E. Lee da quel momento fu soprannominato “Monarch of the Mississippi” e non ebbe più rivali fino al 1929, quando il suo record venne battuto dal battello a motore Bogie, costruito da Leroy Craft.
Il modello, lungo 60 cm, largo 17 cm e alto circa 27, è apparentemente di facile costruzione, ma in realtà richiede parecchio tempo poiché le pareti dei ponti sono rivestite, ed è stato il lavoro più ungo, da un perlinato costituito da elementi da 2 mm di larghezza, 1 mm di spessore e 18 mm di altezza, per l’elemento intero, con spigoli arrotondati, mentre, dove è richiesto il vano finestra, le altezze si riducono a 4 mm sopra e 9 mm sotto la finestra stessa. Anche le balconate, con le loro 118 colonnine da 1 mm x 1 mm x 18 mm di altezza, si sono dimostrate una bella gatta da pelare.
La costruzione è cominciata nella seconda metà del 2011 ed ha richiesto circa 1500 ore di (manco a dirlo) paziente lavoro che è terminata a fine novembre 2012.
Elio Ghigo
Pubblicato il 2012-12-13 12:08:05.
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