NOTIZIA . COME, PERCHE’
EDUCAZIONE E FAMIGLIA
Il ruolo sociale della famiglia nell’ educazione dei figli
Il nuovo anno è iniziato con i botti e le usuali disgrazie, a dispetto delle più nefaste profezie per le quali non avrebbe dovuto più arrivare.
Di apocalittico, invece, c’è lo scenario dell’incertezza sul futuro, della fragilità umana , della paura : veri e propri sintomi di una malattia che rischia di cronicizzare, dando poche speranze ad una prossima vitalità economica del nostro Paese.
Troppo si dice, poco si conosce in realtà e il dubbio si insinua anche nelle menti più esperte ed avvezze ai cambiamenti osservati nella nostra stessa storia.
Nel contesto, ancora una volta, si legge la contrapposizione delle due generazioni, giovani e anziani, non nel suo significato genetico, ma in quello politico.
C’è chi propenderebbe per la “ rottamazione “ dei vecchi marpioni della politica e chi, invece, farebbe ancora tesoro della loro saggezza, una volta purificata nell’umiltà e nell’onestà.
Un messaggio che ci accompagnerà per tutto il mese e in parte anche del prossimo, fino alla fine dello stesso, quando si conoscerà finalmente quale sarà il nuovo governo.
Intanto le altre notizie portano ancora alla ribalta una rivoluzione educativa che, guarda caso , viene ancora una volta dagli Stati Uniti.
La nuova teoria suggerisce di valorizzare più i comportamenti buoni dei nostri figli e di essere più indulgenti su quelli negativi.
Imparare a ragionare con loro, coccolarli, cercare di comprenderli, senza comminare subito dei castighi quando si riscontrano delle mancanze.
Cioè , no al facile, se non sano,” scapaccione “ di ieri in casi estremi, ma essere più comprensivi e disposti al ragionamento per far loro riconoscere l’errore commesso.
In questo modo l’educazione da “ formale “ diventa “ informale “ e cioè, come dicono i sociologi, aperta alle manifestazioni, agli atteggiamenti, ai comportamenti naturali e non solo a quelli indotti da delle regole.
L’impostazione in sé sarebbe corretta, ma dovrebbe essere slegata dal sentimento e dalla passione quando non dall’istinto, che fa subito salire “ la pressione “ a persone stressate, stanche dalla giornata lavorativa e mal disposte a “ digerire “ le marachelle dei propri figlioli.
Il buon Freud direbbe che le mamme ,in questi casi, mostrano atteggiamenti quasi isterici accompagnati da toni di voce un po’ alterati mentre i papà, solitamente più permissivi, (anche perché non ci sono sempre) giocano il ruolo del “ Ponzio Pilato “.
Tuttavia, come dimostrato da diversi studi di scienze sociali, si rileva un errore di fondo ogni qualvolta si passa da un estremo all’altro.
In “ mèdio stat vìrtus “ dicono i latini (nel mezzo sta la virtù) e, pertanto, non si dovrebbero mai sposare con estrema facilità teorie diverse per formulare dei giudizi, senza aver prima esaminato le diverse situazioni e le trasformazioni sociali delle varie epoche.
Il rischio, infatti, è quello di osservare, ad esempio, dei giovani che non cedono il proprio posto in tram o in treno ad una persona più anziana o con difficoltà motorie, per non dire del comportamento folle di chi ha fatto strage di bambini e di adulti lo scorso mese di dicembre, in una scuola elementare americana.
Nel primo esempio è facile intuire una cattiva educazione di fondo; nel secondo, invece, nonostante le varie interpretazioni psicoanalitiche, si intravede la manifestazione di un’irrecuperabile patologia mentale.
La riflessione porta, ancora una volta, a comprendere l’importanza della famiglia e della genitorialità, al ruolo della madre e del padre (che non deve essere dimenticato) quali elementi essenziali nell’educazione dei propri figli.
Si tratta non solo della rivalutazione della famiglia, ma dell’importanza della stessa come prima istituzione sociale nella dinamica della personalità e dell’educazione dei figli.
Disconoscerne la funzione, non rappresenta un insieme di principi morali che in modo pregiudiziale vengono imputati ad una confessione religiosa, ma al riconoscimento della stessa e al suo ruolo quale primo fondamento di qualsiasi forma elementare di società.
Renato Celeste
Pubblicato il 2013-01-07 05:37:53.
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