ANALISI E FATTI SOCIALI
LA RINUNCIA DI BENEDETTO XVI°
Pensieri e correlazioni, nel tentativo di comprendere il gesto della rinuncia di Benedetto XVI° al Soglio Pontificio
Quanto accaduto, con le dimissioni dal soglio pontificio di Benedetto XVI°, rappresenta un fatto che pone diversi interrogativi.
Domande lecite alle quali in un contesto sociale come il nostro, anche la Sociologia della Religione, una delle specializzazioni di questa disciplina attribuibile a Durkheim, Spencer, Pareto,Weber ed altri padri storici, fa fatica a dare delle risposte.
Certamente si tratta di un’analisi che va letta con altre scienze, ma soprattutto con l’illuminazione della fede dalla quale molti scienziati prendono le distanze.
Quello che conta, allora, è cercare di capire da un lato lo sgomento della gente e dall’altro la serenità dei credenti.
Il primo punto è rappresentato dallo sconcerto, dalla paura dell’ignoto, dal pensiero che un’istituzione millenaria come la Chiesa non avrebbe mai dovuto essere intaccata da questi timori.
Il secondo, invece, vede nella scelta del papa un messaggio di rassicurazione, alimentato dal bisogno di essere sorretti solo dalla preghiera, per una scelta così importante.
C’è chi ha cercato di leggere nella rinuncia di papa Ratzinger, il pensiero del filosofo e sociologo tedesco Max Weber, che distingue tra “un’etica della convinzione e un’etica della responsabilità”,
conoscendo gli studi e le ricerche di quello studioso, che portano poi al calvinismo e al capitalismo.
L’interpretazione fatta è che nella scelta del pontefice ci sia stato l’atto della convinzione e quello della responsabilità , certamente non secondo l’etica protestante.
L’analisi del personaggio, d’altronde, non è riconducibile a quella degli uomini assetati di potere e mal disposti a cedere la propria sedia per il bene comune !
Il premio Nobel della Medicina, l’ultra centenaria Rita Levi- Montalcini scomparsa il 30 dicembre dello scorso anno considera come, un “ obbligo morale di tutti gli individui il compito di affrontare le problematiche che affliggono il genere umano usando al massimo grado le capacità raziocinanti in loro possesso”.
Un imperativo che Lei, da non credente, attribuisce in specie agli scienziati (“ abbi il coraggio di servirti del tuo proprio intelletto, cfr. Kant) e agli educatori per il compito loro affidato.
Un pensiero riconducibile “ all’etica della convinzione “, maturata per il papa come vicario di Cristo, in un colloquio confidenziale con Dio stesso.
E ancora la Montalcini (cfr. “Abbi il coraggio di conoscere”) afferma che :“ spetta ad ogni individuo il compito di costruire la propria scala di valori e cercare di attenersi a quella, non al fine di ottenere un compenso in terra o in cielo…”
Un altro inciso, riferito a “quell’etica della responsabilità “ maturata nel gesto compiuto da Joseph Ratzinger “eletto al soglio di Pietro il 19 aprile 2005 “, quale successore di papa Giovanni Paolo II.
Un fatto diverso che, nell’immaginario collettivo, nessuno si aspettava suscitando quel senso di sorpresa per come è avvenuto e come è stato annunciato.
Certamente, per scendere ad un livello più comune nella specie umana, sarebbe l’analisi di un fenomeno che ai più sfugge, in quanto abbagliati dall’obiettivo di ottenere quel “ compenso in terra “, quale risultato di un beneficio ottenuto tramite il potere.
In questo, la storia è prodiga di esempi.
Renato Celeste
Pubblicato il 2013-03-06 11:51:58.
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