NOTIZIA. COME, PERCHE ‘
Un febbraio 2013… pieno di notizie!
Il mese appena trascorso fa riflettere su alcune notizie destinate a far parlare ancora per molto tempo, specie per quelle di difficile soluzione
Il mese di febbraio di quest’anno ha riportato nelle cronache tre avvenimenti dei quali, specialmente per due, ci saranno nei mesi a venire argomenti di grande attualità.
Il meno importante perché destinato ad estinguersi brevemente, è quello del Festival di San Remo che riesce, comunque, ad avere un suo fascino e nell’edizione appena conclusa, anche un certo consenso per lo spettacolo offerto.
Peccato che, spesso, per fare “ audience “ si deve ricorrere all’uso di parolacce: un modo discutibile di interessare il pubblico e il telespettatore, con un gergo da “ caserma “ che era consueto qualche anno fa, in alcune riviste di avanspettacolo.
Archiviata la “Kermes “ canora di San Remo restano i fiori, sempre belli , ma anch’essi destinati ad appassire come del resto la critica che, dopo i botti iniziali si affievolisce con il passare dei giorni.
Non così le case discografiche e gli interessi correlati, sempre alla ricerca del nuovo per incontrare il gusto del pubblico che quest’anno aveva il consenso di molti giovani.
La seconda notizia è quella che conclude questo tormentone politico e, quando uscirà questo giornale, ci saranno forse nuove prospettive, sicuramente altre polemiche, certamente l’aspettativa per quelle problematiche tuttora insolute.
La terza notizia destinata a continue riflessioni, invece, è quella capitata come un “fulmine a ciel sereno “ e si riferisce alle dimissioni dal soglio pontificio di Sua Santità, papa Benedetto XVI °.
Diversi i commenti in proposito, molti i pareri e le interviste rilasciate dai più alti prelati, da studiosi, giornalisti, uomini di cultura, di scienza e di fede.
Per la gente comune, tuttavia, il papa è il papa e sono impensabili intrighi di corte, come quelli che si riferiscono a Celestino V°, il monaco benedettino proclamato poi santo, che dovette abdicare a favore di Bonifacio VIII°.
Una brutta storia la cui trama viene spesso riportata, dimenticando che l’effetto mediatico nulla ha a che vedere con il dono della fede e la luce della preghiera.
Solo attraverso questi due grandi mezzi, infatti, penso che sia possibile interpretare il gesto del Pontefice compiuto con grande umiltà e discernimento per il bene della Chiesa.
Un testamento spirituale non solo per i cristiani, ma anche per gli appartenenti ad altri Credo, purché non lo si voglia inquinare riducendolo a quelle beghe ereditarie che affollano i nostri tribunali.
Una riflessione, comunque , va fatta: noi, esseri pensanti, a qualunque censo apparteniamo, stiamo vivendo una fase eccezionale della nostra vita.
Il nostro auspicio e la nostra speranza è di farne tesoro, perché gli avvenimenti di cui siamo testimoni, siano un monito e insieme il risultato di un’esperienza unica per chi sa quanti anni ancora il mondo è destinato a durare.
Anche questa è una riflessione utile per cercare di capire pur con il limite delle nostre possibilità umane.
Sarebbe riduttivo, a questo punto, liquidare il senso di questa rubrica non citando quelle notizie che fanno “ scuola “ tutti i giorni, perché si tratta di argomenti destinati ad impegnare i prossimi governi, nella speranza che quello appena formato, possa riprendere in mano le redini della politica e dell’economia.
Sono quelle che si riferiscono ai giovani e ai loro problemi, al lavoro che non c’é, ai troppi disoccupati, alle aziende costrette a chiudere, come già è successo anche per i piccoli esercizi commerciali.
Si tratta solo di alcuni esempi che devono fare cassa di risonanza, senza false promesse e grandi aspettative.
Argomenti sempre attuali che si trasformano, ma non passano di moda.
Renato Celeste
Pubblicato il 2013-03-06 12:01:17.
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